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The Doggs – Red Sessions (Autoprodotto, 2012)

Ancora frastornati dal debutto di pochi mesi fa ecco ritornare questo giovane ed arrogante terzetto milanese per prenderci (di nuovo) a calci nelle palle. La cifra stilistica non si è spostata molto da Velvet Underground e Stooges egli esordi, mentre il suono si è affilato e gonfiato, ma senza far prendere clangore alle chitarre che ancora si infrangono con il riverbero di una televisone dopo la fine dei programmi. Rock americano anni settanta, quasi sessanta aggiungerei, slabbrato, lascivo, sudato come quell’ odore che stagna nelle platee dopo un concerto che ha visto pogare centinaia di anime. La sfrontatezza e la spocchiosa arroganza dei The Doggs non potrà che portarli dove tanto desiderano: sulla strada della perdizione e dei sogni perduti. Dal canto nostro, non possiamo che augurarci che non ci sia redenzione o presa di coscienza da parte di questi ragazzi. Non so se li vorrei come figli, perchè probabilmente mi fregherebbero i soldi dal portafogli, ma sicuramente mi garantiscono che il rock sta bene e gode di una salute del diavolo. Rock on!

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