Luca Venitucci – Interstizio (Brigadisco, 2012)

Ammetto di non essere troppo informato sullo stato dell’arte della fisarmonica, sulle tendenze recenti e sui futuri, possibili sviluppi. Di più e peggio: se per qualcuno potrà essere lo strumento del tango o del folk irlandese, per me, prima di questo disco, era solo lo strumento delle orchestre di liscio che disturbano, in concomitanza con l’afa e le zanzare, le lunghe notti estive. Eppure, se sgombriamo l’orizzonte da stupidi pregiudizi, ci si trova al cospetto di uno strumento versatile e capace di cimentarsi senza problemi con una molteplicità di generi.
La possibilità ce la dà questo disco di Luca Venitucci (già all’opera con 7K Oaks e in diversi altri progetti), in uscita per l’eclettica Brigadisco in splendida edizione vinilica con copertina in cartoncino fustellato. Partendo da un suono che non può non richiamare la tradizione, il musicista si inerpica su sentieri che portano decisamente in territori avanguardistici, pur mantenendo le radici ben piantate nella terra. È questo certamente il pregio maggiore del disco, il sapere conciliare un ascolto intrigante e libero da strutture preordinate con l’empatia propria della cultura popolare. Venitucci gioca a carte scoperte, senza adulterare la formula con diavolerie moderne: solo fisarmonica, voce e un repertorio espressivo assai ampio, valorizzato da un approccio intelligente che media senza calcolo fra avanguardia e tradizione. Così vanno a braccetto la melodia che invita ai balli di coppia di La Ruota e le delicatezze ambientali sporcate da improvvise asperità di Spot, o la nervosa Bite, quasi africaneggiante, con l’elegia di Primo Barlume. Al di là di quelli che possano essere i gusti di ognuno, è innegabile che ogni pezzo concorra a comporre un quadro ampio ed equilibrato dove l’ascoltatore avant più smaliziato e il tradizionalista più inveterato sapranno trovare soddisfazione uno nei territori d’elezione dell’altro. Interstizio ci porta una poesia rara e preziosa, che scalda il cuore e che ben difficilmente potrete trovare altrove: fate i vostri conti…

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