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Tag Archives: slowdive

Marcus Fischer & Simon Scott – Shape Memory (12K, 2018)

Compagni di etichetta, l’americano Marcus Fischer e l’inglese Simon Scott si sono incontrati a Portland per registrare questo disco avendo a disposizione una sola giornata: campioni e suoni già scambiati in anticipo in rete, i due si sono dedicati a tornire suoni ambientali nella galleria d’arte S1, che offre anche uno spazio dove suonare e…

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Replace The Battery – Daily Birthday (In The Bottle, 2010)

Non male, l’esordio di questo quintetto padovano che risponde al nome di Repalce the Battery. Però. Citano Explosion In The Sky e Mogwai tra le influenze, e questo è immediatamente avvertibile, ma anche Hood e vari grandi stranoti gruppi shoegaze, e questo mi conduce ahinoi e ahivoi ad una breve riflessione ugualmente indirizzabile a parecchi altri gruppi italiani, sempre derivativi (niente di male!) ma raramente incisivi (male, perbacco!). In particolare, proprio il paragone col gruppo di Leeds, tanto “povero” quanto unico, dovrebbe ricordarci come questa sia musica che necessita di una precisa scelta (o attitudine) estetica nei suoni, prima ancora che nella costruzione dei pezzi o negli arrangiamenti. …

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Ka Mate Ka Ora – Thick As The Summer Stars (A Buzz Supreme, 2009)

"We are a slowcore – shoegaze band!" Ci pensa già il gruppo di Pistoia a scrivere il succo della storia di Thicks As The Summer Stars, esordio di grande spessore che attraversa in un ascolto solo le atmosfere di Slowdive e My Bloody Valentine (All Around), lo stile cupo e le fotografie sbiadite dei Red House Painters fino ad arrivare alle ultime cose tra Amusement Park On Fire e Gregor Samsa. I paragoni certo si sprecano, ma un lavoro del genere mixato e masterizzato da Mark Kramer (aka Kramer), già al lavoro con Low e Galaxy 500, ha una forza, una statica imponenza (Bonnie), e una padronanza di scrittura che sorprendono. …

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Vanessa Van Basten – La Stanza Di Swedenborg (Eibon, 2006)

Uno dei gruppi genovesi più "chiaccherati" del momento? Non saprei, non abitando neppure nella Superba dura valutarne la fama in "patria", ma senza dubbio dei Vanessa Van Basten di recente ho sentito parlare in toni entusiastici parecchie persone e soprattutto molti cosidetti "addetti al settore". Incuriosito dal nome (e non saprei neanche dire se perché mi piaccia o no) ero andato sul loro sito myspace ed ero rimasto piacevolmente colpito dai pezzi. La settimana scorsa, visto il cd nella distribuzione Shove, me lo sono comprato. …

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