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Jussipussi – Greatest Tits (Taxi Driver, 2015)

Fila via come uno sparo questo lavoro per l’instancabile (genovese) Taxi Driver. Come uno spritz estivo: un terzo di Pearl Jam, un terzo di sessismo da biker e un terzo di stoner contemporaneo. Produzione curata senza lasciare nulla al caso: sicuramente non siamo sulle coordinate concettuali ed avanguardistiche del nostro amato Sodapop Fizz, ma che importa: d’estate (per citare Trent Reznor) la gente vuole auto veloci, tette grosse e fiamme a volontà. Eccoci qua. Per certi versi Greates Tits è il Bignami del nuovo Mad Max – The Road Fury ossia la prova incontrovertibile che il tempo passa, le generazioni si avvicendano, ma il rock ‘n’ roll cotto e stracotto, riesumato, zombizzato e sbendato è sempre sugli scudi e continua ad andar giù bene. I Jussipussi hanno una bella voce e un ottimo gusto per la melodia. Certo, se ogni tanto si calassero le braghe e tentassero un gioco di prestigio non ci dispiacerebbe, ma sic et sempliciter, i dogmi non si possono mai mettere in discussione. Il mistero della fede fa sempre comodo lasciarlo lì dov’è per non svelar chi sta sotto al sepolcro. Amen.

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