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Gastr Del Sol – Twenty Songs Less 7″ (Minority, 2006)

Ebbene sì. Finalmente Jim O'Rourke ha capito che per lui non c'era davvero niente da fare di utile all'interno dei Sonic Youth: dischi così così e soprattutto visto sul palco assieme al quartetto classico sembrava davvero come un personaggio di serie b fuori posto. Giustizia è fatta: fuori dalla band dunque e… quale migliore idea se non riprendere in mano i Gastr Del Sol? Telefonare a David Grubbs per una session sarebbe stato facile ma indietro (forse) non si torna. E così questo 7" è una ristampa di ben quattordici anni fa: nella foto promozionale ci sono due ragazzotti un po' impacciati dietro ad una statua di Lenin e Stalin. All'improvviso mi sento un matusa.
La mia personale triade del post rock vedeva Labradford, Tortoise e Gastr Del Sol come band che mi davano musica nuova, dopo l'ubriacatura di indierock che mi ero fatto gli anni prima: Upgrade And Afterlife e Camofleur (e ancor meglio per me tutto il Grubbs solista…) sono stati dischi diversi ed importanti. Per chi come me non conosceva i due pezzi di questo feticcio in vinile trasparente, le due canzoni si andranno ad aggiungere alle altre magie firmate dal duo: semplicità e complicatezza unite insieme, atmosfere eteree e magiche. Per completare il sigillo di fabbrica in formazione ci sono pure Bundy K. Brown e John McEntire ed il logo del vinile è tratto da un dipinto di Paul Green.
Siamo arrivati al punto che escono le ristampe dei miei gruppi preferiti: senilità? Ok, ma che disco…

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