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Crisco 3 – You Can Never Please Anybody (Aut, 2011)

Continua imperterrito il cammino della Aut che ha ormai assunto definitivamente la fisionomia di un'etichetta dedita a quel jazz "off" che altrove verrebbe beatificato nel nome del richiamarsi ad una tradizione (senza per questo non vedere un briciolo di personalità) ma che da noi è e rimane off. Un disco che mi ricorda molto alcune cose del Rova, se non altro per come è composto, ma che al tempo stesso si sposta su altre derive. I fiati di questa formazione sono molto affiatati e si capisce chiaramente sia quando viaggiano all'unisono sia quando si rimpallano le dissonanze in una sorta di rissa molto controllata e composta che quindi non lascia mai spazio al disordine.
Solitamente il gioco del trio è di lasciare un solista contrappuntato da due fiati che lavorano in copia. Per quanto le traccie più fisiche siano notevoli sono rimasto più colpito dai pezzi più d'atmosfera come nel caso di 4. Forse si tratta di uno dei dischi più ostici dato lo stampo dell'etichetta trevigiano-bolognese ma non certo di uno dei meno interessanti. Si tratta di un lavoro pensato accuratamente e ben poco compromissorio. Eppure, nonostante questo apparente oltranzismo i Crisco 3 non sono mancanti di un certo calore.

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