St.Ride – Onde (Niente, 2009)

E così in un batter d'occhio la Niente è arrivata al Volume 4, spirito punk con grafiche ultra spartane (a dir poco) e uscite ovviamente piuttosto radicali. Resta che questo nuovo lavoro vede la comparsa delle prime note su una copertina che finalmente aggiunge tutto ciò che serve, senza per questo stravolgere il concetto base dell'etichetta di lasciare le informazioni stringate fino al midollo. In realtà non si tratta di un vero e proprio lavoro nuovo degli St.Ride ma molto più semplicemente di un esperimento tanto semplice quanto riuscito e che in fondo si ricollega ad un grande classico.
L'esperimento, come dicono le note stesse di copertina, è quello di assemblare una release con trasmissioni e interferenze catturate sulle onde corte, un gioco che immagino abbiate provato a fare in molti e che diciamocelo, ad alcuni di noi (a me senz'altro) ha fatto pensare varie cose, ma senz'altro che fra quei frusci ci fosse il fascino delle onde radio e che certi suoni di quel tipo fossero affascinanti. Ma saremo così ingenui a farci affascinare da cose del genere? Non credo o per lo meno, tanto come a noi è successo anche a John Cage che in un vecchio disco della Cramps si esercitava nello stesso giochino con l'unica differenza che se per lui era un divertissement sulle onde radio italiane, per gli St.Ride il gioco può trasformarsi in nell'assemblaggio di vere proprie tracce. Fruscii, sibili, white noise simil sintetizzatore, musica povera… "pover noise" se mi concedete lo scherzo, resta che non è nulla più e nulla di meno di art brut. Nessuna traccia che porti al sussulto, ma un disco che nella sua ripetitività diventa quasi ambientale per non dire ipnotico o tanto lineare da non esser fastidioso. Un giochino tanto semplice quanto ben riuscito, altra non musica dagli St.ride che ricordano un vecchio adagio Lynchiano (che per altro smonta tutte le interpretazione pseudo-intellettualoidi che vi ha fatto il vostro amico pseudo-intellettuale): "I like absurd things… basically".

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