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Presi Per Caso – S/T (Autoprodotto, 2006)

La loro storia è molto rock. Un gruppo formato da detenuti che hanno unito le loro passioni musicali e, anche una volta saldato il proverbiale "debito" con la società, hanno continuato a suonare insieme.
Molto poetico, romantico e rock'n'roll, una roba per cui Mike Ness donerebbe un rene o si farebbe fare un altro metro quadro di tatuaggi, almeno (sapete, lui in galera ci è stato un paio di giorni e su questa cosa ci avrà scritto almeno due album interi… come dire: sfrutta la tua musa, che il treno passa una sola volta… ah Mike, Mike…).
Detto questo, però, c'è il lato musicale. E qui casca l'asino. Almeno il mio personalissimo asino. Insomma, non sono io la persona a cui avrebbero dovuto mandare questo cd, perchè è esatamente l'opposto di ciò che mi piace e ascolto. Canzoni con un lieve e sottile animo rock (di quello edulcorato), intrise invece di influenze folk romanesche e ritmi soft. A volte spunta il cabaret da novelty song, altre lo stornello… insomma, getto la spugna e non riesco a finire l'ascolto del cd intero.
Non me ne si voglia, è solo una questione di Rock. E lo so che voi Presi Per Caso siete molto più rock di me, se non altro a livello di vissuto ed esperienze… ma musicalmente, lasciatevelo dire, no.
E' la solita, vecchia e sempre attuale questione che si riassume nella domanda sempiterna e seminale: "Ha il Rock?".
Questo cd non ce l'ha. Questione di suoni, di genere, di taglio.
Hasta pronto.

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