J Mascis – Several Shades Of Why (Sub Pop, 2011)

Finalmente J Mascis si mette a nudo, non solo col nome, e quindi ci fermiamo un attimino prima di liquidare questo nuovo lavoro come se fosse il solito gioco delle tre carte, con i pezzi creati dal "generatore automatico di canzoni" Dinosaur Jr (che mai si è inceppato però); quelli dalle rime elementari ABAB se non addirittura AABB, con la voce biascicata e zeppa di parole come Shoulder o Love, che esprimono inadeguatezza assoluta, anche superati i 45 anni. Siamo fuori tempo massimo su tutti i fronti? E la chitarra acustica e la mancanza di sezione ritmica? è solo uno specchietto per le allodole, quindi? Tutto falso, direi. Premesso che parlo da fan e che la reunion, anche a detta di molti, ha prodotto due dischetti che testimoniano la grande forma della band (almeno su album), qui c'è poco da dire: Several Shades Of Why è l'ennesima conferma dell' inesauribile ispirazione di J, che piazza brani che sembrano usciti dal miglior repertorio passato/presente. E sempre con una naturalezza incredibile. La ricetta è quella, ma i pezzi mettono in luce che Mascis con la chitarra acustica fa vedere un lato di sé che tutti possiamo o potevamo immaginare, in fondo, ma che fin'ora non era mai stato davvero mostrato, come la storia dell'uovo di Colombo. E la consacrazione definitiva, anticipata e abbozzata in forma live con Martin And Me nel 1996, qui prende forma, tanto che i contributi di amici famosi (da Kurt Vile a Pall Jenkins dei Black Heart Procession) non appesantiscono un lavoro da cantautore folk rock coi fiocchi, se non fosse che che i brani sono così leggeri e semplici che il termine "cantautorato" suona pesante e fuori luogo, come uno scroto appoggiato sul tavolo di commissione durante la tesi di laurea (J Mascis o Dinosaur Jr che siano: stiamo parlando sempre della stessa cosa, della stessa persona, l'unico il solo "grandecorefoggiano" con la panza che ai live può permettersi di indossare la maglia della nostra nazionale suscitando simpatia e stima). La chitarra acustica disegna quadretti cristallini di un equilibrio strabiliante, come da sempre avevamo voluto facesse. Ogni tanto parte qualche assolo, ma è fatto così. E non serve a molto scomodare  Neil Young in questa veste, lo si era fatto già agli esordi: questo, se volete semplificare, è un disco 100% Dinosaur Jr e di quelli più ispirati, solo in versione acustica. E pezzi come l'iniziale Listen To Me, il singolo Not Enough o attacchi killer come Is It Done o le più riflessive Make It Right e Very Nervous And Love (o lo strazio di Can I) dimostrano che Mascis vive e lotta in mezzo a noi, quasi che queste canzoni siano per lui un modo immediato per comunicare, cosa che di persona non gli riesce tanto facilmente.

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