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Guns Are For Kids – It Takes A Nation Of Morons To Hold Us Back (Fourth World, 2008)

Dunque, la storia è più o meno questa: prendere una bella capocciata contro un sottoscala. La prima sensazione che arriva è uno spegnimento generale, poi un dolore pungente da bestemmiarci dietro, quindi un pulsare interno da 60/70bpm che dura diverse ore. La notte insonne. I giorni con una deformazione e la compassione dei vicini. Quindi tutto sparisce, assorbito dal corpo e dal suo continuo ripararsi. Fin che può, fin che resiste. La morale della favola è che le brutte botte, nonostante il male bastardo, se ne vanno in fretta con il loro ricordo mentre i sottoscala restano ad incombere dietro ogni angolo. Che le guerre siano pieni di bambini soldato è molto più di una brutta botta, eppure pare che lo sgomento duri molto meno di un bernoccolo; ogni volta che ce ne ricordiamo dura sempre troppo poco. Quindi ben venga la Forth World Records, ben vengano i Guns Are For Kids, e a questo punto ben venga anche questo disco. Qui però si deve dire di musica.
Il progetto in sé risulta un po' confuso, a partire dalla bio decisamente difficile da decifrare, per arrivare alla mera composizione musicale che in un disco rimane cosa piuttosto importante. Diciamo dei I Love You But I've Choosen Darkness costretti dai Isaac Brock per due anni in un tombino ad ascoltare soltanto nu-wave suonata da scopiazzatori di una già vacillante, e romai di una certa età, stirpe curtisiana. Come già scritto, il tutto suona molto confuso. Più che un album, una raccolta di pezzi che possono in qualche modo assomigliarsi. E allora, a parte la prima traccia di 46 secondi decisamente riuscita, il disco diventa come la botta di cui all'inizio: dopo pochi secondi vorresti spegnerlo e spezzarlo, poi decidi di prendere tempo insultando i componenti del gruppo, cominci a fare altro mentre la musica gira sotto ad un volume d'ascolto molto discreto, e alla fine tanto ci fai l'abitudine che quando finisce quasi ti manca. Ma i sottoscala attendono il tuo prossimo distratto passaggio. Mainstream, Also, Carpetbagger, Nickname, Artless. Sono i nomi dei Guns Are For Kids. Attenti alla testa.

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