Gerda – Your Sister (Wallace, Sonatine, Fallo Dischi, La Fine, Shove, 2014)

Abrasivi, slabbrati e potenti, ma estremamente lucidi. Dopo nove anni dall’esordio, l’ultima fatica dei marchigiani Gerda, si mostra con la solita malcelata tensione verso il caos, ma sorprende, soprattutto per la capacità di gestire questo magma sonoro. Saturo all’inverosimile questo Your Sister, uscito in coproduzione tra Wallace, La Fine, Fallo dischi, Sonatine e Shove records, si mantiene però in equilibrio, anche quando la voce è quasi intellegibile, coperta dai feedback e asfaltata da una ritmica che alterna parti più veloci a momenti più intimisti e pacati, ma che si muove sempre in modo marziale. I pezzi del disco del gruppo jesino, che ripercorre anche in copertina un fil-rouge grafico con ottimi risultati, sono solo sette ma pienamente sufficienti a giustificare un ritorno di caratura, sicuramente trai migliori dischi italiani dello scorso anno. Anche perché oltre a quella folle lucidità cui facevo cenno prima, la band marchigiana riesce a rendere molto vario il proprio “postcore” (se il termine si può ancora usare) passando da momenti di caos apocalittico a meravigliosi fraseggi evocativi e sognanti. L’inizio però è marziale, con una chitarra mai così libera di incidere su una ritmica scandita e pressante che cresce coi minuti come in Potshots e si mantiene compatta e dura come in Inimicizia. Slabbrato e più meditato il passaggio, comunque sulfureo, della lunga (quasi dieci primi) Reich Reich, coacervo post meravigliato e meravigliante che si scioglie nelle urla, sentite e accorate del “Ti amo Ti amo” che accompagna l’inizio di Fucked Up Voice. E se le influenze noise, postcore, tribali e postrock sanno fondersi in maniera sublime sotto l’impatto di una vecchia scuola di sperimentazione hardcore non può che chiudere il cerchio il tiro quasi punk/hc di Night And Fog In Vallesina. Da ascoltare e riascoltare perché di questi anni di sincerità in ambito “core” ne avevamo parecchio bisogno: squadrati, duri, sinceri. Musiche che a volte avevamo perso di vista, merito dei Gerda farci sapere che in Italia pulsano ancora. Alla faccia dei trend di turno.

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