Cégiu – Glowing Goodbyes (LP/CD limited editions, autoprodotto, 2022)

A volte la radio rapisce. Come questa sera, nel dopocena, mentre una radio nazionale manda un programma di approfodimento sulla musica svizzera. Vengo letteralmente rapito dalla voce e dai suoni di Céline-Giulia Voser e dal suo racconto di quando, dopo il primo anno di studio per violoncello, capì che la sua palette di suono andava ampliata, non rimanendo legata all’ambito accademico. Per fortuna i suoi insegnanti la spinsero a ricercare sempre anche l’altra via.
Così ci ritroviamo questo gioiellino, composto di sette tracce per meno di mezz’ora di musica. La fruizione di questo lavoro è sostanzialmente digitale: le versioni in CD ed LP (i supporti sono interamente di materiale riciclato) sono disponibili unicamente in un’edizione limitata con un cofanetto di cartone, 7 fotografie a cura di Gian Marco Castelberg ed un libretto di accompagnamento) sfiorano rispettivamente i 50 ed i 75 euro. Ma, oltre al vestito ed all’etica, siamo qui per parlare anche della musica di Cégiu. A tratti cinematografica come poteva intenderla Judy Garland, colma di piccoli rumorini come i migliori amanti di casa Tomlab, piena di personalità e grandeur come Adele.
Ingredienti parecchio pericolosi, che in mani meno esperte avrebbero potuto dar vita al disastro, qui si sposano all aperfezione: I Owe You Nothing cala dall’alto un’atmosfera da spy story, con una luminosità ed uno scintillio da brividi, che lasciano presagire possibili slanci. In Valediction le luci si affievoliscono, i segnali di inquietudine appaiono trasportati dalle corde del violoncello e Cégiu appare schermata come dietro a folate di vento. Sabbia digitale e canti d’antan per un commiato che fa intravedere tutto il gusto nei ritmi del team produttivo (la stessa Cégiu insieme ad Aaron Nevezie). Passiamo poi a Going With The Moon, dove una chitarra incornicia una serenata notturna, con un bordone discreto di archi che si accompagna ai versi animali ed i field recordings ci regalano uno scorcio esotico orientale, di accorate bellezza e candore.
Si passa poi ad On The Road To A Different World, con un andamento pop robotico molto ben studiato, senza mai essere sopra le righe. La voce di Cégiu si sposa a meraviglia con l’intento della canzone e trovare una convinzione così onesta e semplice ci fa ben sperare. Siamo quasi alla fine di questi saluti incandescenti ma in Reflections la nostra sembra quasi rifugiarsi in un freddo bozzolo digitale, con un risultato tragico e fiabesco insieme. I Want You To Know è semplicemente bellissima: la voce ad inseguire il beat, sognante ed avvolgente, lontana ma precisa. Cégiu sembra esprimere un candore languido, doppiata qui dalla voce di Valentin Brügger per una versione high tech dei più classici duetti di hazelwoodiana memoria.
Chiudiamo questo viaggio con la title track, accompagnato da un tappeto di archi e dalla voce che si rompe, rifrangendosi su quelle che sembrano essere lastre di ghiaccio di sacra memoria.
Lavoro molto interessante, che lascia la voglia di riscoprire quanto fatto nelle uscite precedenti, un colpo di fulmine per me!

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