AA.VV. – Squashing Charms (Kosmik Elk Mind, 2007)

E' interessante, ascoltando questa raccolta assemblata per la sesta uscita marchiata Kosmik Elk Mind, come alcune delle caratteristiche che maggiormente accomunano i brani, nati con delle precise linee guida quali la brevità, l’essere pop e sostanzialmente contenere delle "melodie fischiettabili", siano la malinconia, la prevalenza di accordi in minore, l'andamento rilassato e il fatto di essere solo strumentali. Sembrerebbe essere in sostanza, tutto ciò, indice di un sentire comune e condiviso tra i musicisti coinvolti.

Echi di Boards Of Canada e Fourtet si possono infatti percepire nei brani di Davide Prato, Rom:U e Fhievel, con il primo che, discostandosi un poco dai riferimenti appena accennati, sembra trasporre in chiave idm Organ Donor di Dj Shadow, mentre il secondo carica di accenti wave – la ritmica e quel basso così Joy Division! – un'intrigante sovrapposizione di drones melodici e scampanellii, ed il terzo che su un pacato ritmo hip hop cuce sventagliate di synth autunnali. Non molto distante come ambientazione la pacifica elettronica del pezzo di Santoro, in perfetto stile Hefty Records. Ritmiche marziali invece per Aal, con un riff di chitarra vagamente Nine Inch Nails, e scansioni industrial dub per l'inquietante brano di Lips Vago, aka Andrea Marutti, sicuramente il meno pop del lotto, irrispettoso del dettato su cui si basa l'operazione se non per la durata del brano, ma non per questo meno efficace. E poi ancora Harshcore, nell'unico brano cantato, Sparkle In Grey, che risolve in 41 secondi uno svogliato post rock da cameretta, e Rag Mother, che manda al doppio della sua velocità una sorta di chitarrina lo fi a chiudere i diciotto minuti totali della compilazione.

Il risultato finale dice di un lavoro omogeneo, intrigante fin dalla confezione, con grafica in stile sixties, forse solo un po' troppo breve, data l'eccellenza di alcuni momenti che sembrano soffrire a stare dentro a minutaggi tanto ristretti, anche se il detto secondo cui un buon pranzo si giudica dal fatto che una volta terminato ci dovrebbe lasciare ancora un po' affamati, potrebbe essere applicato benissimo a questi nove brani che in effetti difficilmente ci si stanca di ascoltare.

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