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Turner Schimana – Dope Beat Rosengarten (Chmafu Nocords, 2012)

Già un’altra volta, per il disco del Pivot Quartet, la Chmafu aveva dato alle stampe il lavoro di musicisti incontratisi nel contesto di un festival, occasioni che evidentemente in Mitteleuropa sono assai frequenti. Nel caso di Elisabeth Schimana (Digital Rose Garden) e Gernot Turner (Heavy Dope Beats) galeotto fu il New Music for Data Base Sound festival di Lubiana: Dope Beat Rosengarten è il risultato di quell’incontro.
“Un’unica traccia divisa in quattro parti con tre transizioni. Tempo totale 48:48” è la laconica scritta che sostituisce la tracklist, all’insegna di un precisione tutta germanica ben rappresentata nel primo segmento, oltre otto minuti di battiti sintetici, a mediare fra i Kraftwerk di Radioactivity e quelli più radicali degli esordi. Il resto, piuttosto omogeneo e un po’ troppo ripetitivo, è meno minimale, ma rimane un elettronica incompromissoria che prende la forma di una techno talmente lenta da scoraggiare ogni ipotesi di danzabilità. È questa sensazione straniante a rendere particolare l’album, questa fisicità bloccata che potrebbe ricordare i Suicide, anche per una certa monotonia che va però vista come funzionale alla poetica del duo. Dope Beat Rosengarten è un lavoro ben fatto ma indirizzato prevalentemente agli appassionati del genere con cui la Chmafu si conferma etichetta attenta alla qualità e totalmente priva di paraocchi relativamente ai generi musicali.

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