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Swims – Ep (Distile, 2007)

Altro ottimo esempio di come cambino i tempi e di come l’oceano sia sempre più piccolo, avvicinando i due continenti (per ora per fortuna solo musicalmente, indipendentemente dalla desertificazione in atto). Il math-rock strumentale degli Swims ha suoni riff e giri perfettamente cesellatti tanto che a compltare il tutto il mastering di John Golden fa suonare l’ep come un disco della stagione d’oro del rock "post" e del "matematico" che fu.
Il punto sta proprio in quel "che fu", sinceramente anche senza voler cercare nulla di nuovo in un disco ed accontentandosi di un power trio dalle invidiabili capacità tecniche, beh… verrebbe da dire che questo disco suoni molto più piatto di molti suoni contemporanei. Se siete "born in the usa" come il "boss" non abbiatevene a male ma indipendentemente dai gusti che resta sempre e comunque soggettivi, credo che a volte basterebbe prendere due dischi ed ascoltali di seguito per rendersi conto del divario mostruoso che si viene a creare nonostante capacità tecniche e registrazioni siano egualmente efficaci. Polaris, Rosolina Mar, i genovesissimi Cut Of Mica… sentiteveli e credo che demandare la risposta alle vostre orecchie sarà utile e non c’è cerume che tenga. Belle melodie, tecnica a iosa come Ganger, Ui, Paul Newman, Hurl che furono il problema è che le melodie non sono così efficaci come i "padri fondatori", non ci sono quelle piccole novità che hanno gente come i (sopravvalutatissimi) Battles o i Chevreuil oppure il tiro/piglio fracassone di Lighting Bolt e soci. Non un brutto dicsco, forse solo un po' anonimo.

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