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Shonen Knife – Free Time (Damnably, 2011)

Ho scoperto le Shonen Knife anni fa grazie ad uno splendido split 7" in compagnia degli Shudder To Think (senza dubbio uno dei più grandi gruppi di sempre – pubblicità progresso) e all'epoca scoprii anche che non suonavano esattamente come gli eroi dell'emo rock washingtoniano, ma anche che erano un gruppo con un folto seguito. Un mio caro amico dell'epoca parecchio impallato con il giappone diceva che le giapponesi erano "demenza pop tutta giapponese" e la cosa veniva detta con molto rispetto e grande ironia, anche a distanza di anni questo commento non ha perso un certo senso della realtà. Infatti le Shonen Knife si sono raffinate parecchio, tanto da ricordare un gruppo pop-punk, pop-rock americano stravolto da un cantato in inglese da cui traspare una cadenza molto giapponese. Diciamo che se i Ramones fossero risultati ancora più surf o più beat avrebbero avuto il suono delle nostre geishe (non credo sia un caso che a volte suonino con il moniker di Osaka Ramones). Ad ogni modo pezzi più aggressivi non mancano, ma la vena pop quella non scompare mai, tanto che al di là della simpatia, il disco si fa ascoltare in modo molto semplice. Un lavoro estivo o come avrebbe senteziato qualcuno, un disco da Giorni Vacanzieri. Le Shonen Knife fanno suonare batteria, chitarra e voce come si deve e la produzione è così rifinita da rasentare il perfezionismo. Una versione minimal delle Sleater Kinney se fossero state meno americane e meno tecniche. Sha-la-la-la Sha-la-la-la-la-la howling at the moon!

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