Peter Kernel – White Death Black Heart (On The Camper, 2011)

Dalla Svizzera con furore. E' proprio il caso di dirlo, visto che mi ero imbattuta in un live dei Peter Kernel un paio di anni fa in quel di Lugano e non mi erano sembrati una band così convincente come questo nuovo disco invece dimostra.
Dal 2005 la band cantonticinese – canadese per un terzo, per essere precisi – si cimenta in qualcosa che mette insieme arte e post punk. Per una mini etichetta che sforna poche cose, ma molto interessanti, i Peter Kernel fanno un passo a gamba tesa in casa indie, dove le fondamenta sono a cura dell'avantguarde dei bei tempi andati (ormai good oldies). Penso subito ai Sonic YouthI'll Die Rich At Your Funeral – o ai FevedreamHello My Friend – e non mi mi sembra che ci siano parole migliori per descrivere la tipologia di sonorità che i tre sparano in velocità tra ritmi serratissimi e fraseggi dissonanti – Make, Love, Choose, Take -.
Riesco anche a trovare un aggancio con la ruvida genialità blues di Jack White – ovviamente non quando suona con Meg White, cosa che gli perdono a fatica – in There's Nothing Left To Laugh About che mi pare tanto semplice quanto splendida. La voce di Barbara è quasi sempre improntata a seguire la strada disegnata da Kim Gordon, ossessionante e tagliente mentre snocciola anatemi – Panico! This is love o Want you dirty, want you sweet. La dozzina di tracce è una decisa botta energetica – e non solo musicale: "We don't care about having something fast, making something last…party drugs, fashion girls, power people" – che non abbassa mai la guardia The Peaceful e mi dà ragione di pensare che vale la pena divulgare il più possibile un lavoro come questo e cercare una loro data live nella speranza che sia godibile quanto questo secondo album.
La stima nei confronti dei Peter Kernel aumenta esponenzialmente anche pensando che Aris e Barbara, il grafico chitarrista e la videomaker bassista, fondatori del progetto, gestiscono On The Camper Records (la mini etichetta sopracitata) e, giusto l'anno scorso, hanno ricevuto un riconoscimento e un sostegno finanziario come terza etichetta musicale indipendente più interessante della Svizzera…Mah…sarà che, essendo diventata varesina, pare che dovrei snobbare il più possibile gli svizzeri, ma forse è da troppo poco che lo sono e non ho ancora imparato…o forse, a pensare a come gira in Italia, al massimo mi viene solo da essere positivamente invidiosa…meditate gente, meditate…

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