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Monychus – Cuore Casto (Autoprodotto, 2008)

Oggi è stata una giornataccia. Era partita meravigliosamente con Ur e Ninni Morgia poi la mia legnosa manualià verso il bricolage l'ha mandata totalmente a quel paese. Solitaria e mortificante cena a base di omelette e Tavernello (sì, avete capito bene) e Monychus. Che aggiungere d'altro… che me li merito. Qualcuno li avrebbe ignorati, come fa con chi è immeritevole o non va ai suoi concerti. Io invece, allargo ecumenicamente le braccia. Testosterone, un pasticcio di thrash, old-core e grunge '93 (anche io sono uno storico che vi credete ;-).
Spero vivamente siano tutti ragazzi tra i diciotto e i vent'anni (anche se Eat The Rabbit e Storm(o),parlando di post-adolescenza, ci insegnano che si può cominciarediversamente) e che mamma e papà siano orgogliosi di loro, perchèmusicalmente la proposta è davvero inconsistente. Non saprei dire se sono più irritanti le decine di riffs scopiazzati a ritta e a manca in quarant'anni di rock duro oppure le bombastiche note autobiografiche, turgide di termini quali centuari autarchici, autopuniti, giubileo e sangue. Mollate i fronzoli ragazzi, concentratevi su un obbiettivo UNO e UNiCO e portatelo a termini fino a detestarvi null'altro. Fosse anche il bricolage! Sigh!

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