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Marco Ferrazza – Citizen (Setola Di Maiale, 2018)

Interessante lavoro di Marco Ferrazza nell’ambito dell’elettronica acusmatica e concreta, musica con una spiccata vena sinfonica che le dà un particolare respiro: sei brani per cinquanta minuti che sono una vera e propria odissea sonora, tra brusii e scricchiolii di alte frequenze o field recordings, per un veloce e continuo turbine di idee dove tutto è suono manipolato e lavorato con attenzione certosina. Questo Citizen esce su Setola Di Maiale che, rispondendo alla propria definizione di etichetta senza preconcetti musicali, si dedica ad un qualcosa di maggiormente elettronico rispetto all’improvvisazione tra il free jazz e la contemporanea di altre sue uscite: distanza solo apparente, in quanto l’approccio utilizzato da Ferrazza mi pare molto vicino all’improvvisazione e il suo suono vivo e acceso ricorda in più passaggi l’impeto di certi fiati utilizzati in modo molto “libero”, anche se qui si tratta di processare segnali audio. Avrei piacere di ascoltare questi brani in un contesto dal vivo con un impianto acusmatico degno di tale nome, dove poter godere al meglio di queste composizioni molto movimentate e avvolgenti: i mille riverberi di questi suoni meritano infatti massima attenzione e volumi alti, per cogliere l’universo magico che contengono.

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