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Levis Hostel – Star Bell Jar (Persian Surgery, 2009)

"Lo spirito del Natale ci ammorberà fino alla prossima estate", questo sottotitolo accompagna l'esordio dei pescaresi Levis Hostel dopo il discreto successo dell'Ep A Minor Quarrel, all'insegna di un pop che forse non ha ancora deciso quale strada percorrere:con Loony Bin potrebbero essere i Tiger Tiger che rifanno gli un pezzo degli Wham! sotto Natale, mentre con Margarine Lover i riferimenti virano verso Jesus And Mary Chain. E' questa una delle canzoni più belle del lotto, poi arrivano ballatone come Yo're So Much Better Than The Rest che ti spiazzano: i cori femminili che non smettono mai e la voce che, carica di pathos, sforna cose terribilmente suadenti, indefinibili. Come se da un cocktail nato da conati di vomito venisse fuori un buon bloody mary. Ford Madbox Brown può esere una B side dei bresciani Les Man Avec Les Lunettes, poi entra in gioco un certo gusto per la psichedelia più naif. C'è pure molta aria di cazzeggio nel confezionare questi brani, il che ci rende il gruppo pure simpatico. Non a caso l'ultima canzone è la cover di Here dei Pavement, che diventa un electro pop strapazzato che strizza l'occhiolino pure a Ian Curtis. Tutto scorre abbastanza piacevolmente, ma non credo basti voce maschile e femminile a corrente alternata per scomodare gli Stars. Dietro il progetto c'è Ezio Piermattei, che dà voce, chitarra e arrangiamenti ad un disco alla fin fine troppo poco coeso nel suo complesso, ma non senza qualche spunto interessante.

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