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Le Ton Mité – Version D’Un Ouvrage Traduit (Music A’ La Coque, 2014)

Originario di Olympia, Washington e folgorato dalla Francia, McCloud Zicmuse ha deciso un bel giorno di maggio del 2006 guardando il cielo di Bordeaux di non fare più ritorno a casa. Invece che una nuova puntata di “Chi l’ha visto?” è nata da questa decisione una collezione di tracce vecchie e più recenti cantate in un francese, a detta dello stesso autore, approssimativo e racchiuse sotto la sigla Le Ton Milté. Se approssimativa è la lingua, pure le 26 mini songs qui raccolte danno questa impressione: piccoli quadretti dai toni soft e naïf registrati nei modi più disparati e casalinghi dopo il 2006 e accompagnati da una esitante e minimale orchestrina.
Siamo sui territori sghembi ma ispirati del Phil Elvrum (Gremier) primo periodo (Microphones, con cui Zicmuse ha già collaborato in passato), altre volta fanno capolino certe marcette di Maher Shalal Hash Baz, senza però raggiungere i picchi dei due nomi (non c’è una linea o una melodia in particolare che restino in mente e la monotonia di fondo alla lunga si sente). Ovviamente apprezzando molto i due riferimenti del passato non potevo che partire ben disposto dall’operazione, ben spiegata tra l’altro all’interno del packaging. Una storia che non sarebbe stata scritta se il suo protagonista non avesse stracciato il biglietto di ritorno, e che qui viene racchiusa quasi come un ricordo prezioso da tenere in un cassetto.

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