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Las Kellies – Kellies (Fire, 2011)

GHERLS PAUAH! Un disco che sa di estate e che ascolto con un tempismo pazzesco ma del tutto casuale, visto che il caldo inizia a farsi pesantemente sentire. Una dozzina di tracce scalpellate da un basso incisivo che si rende un po' protagonista e all'insegna dello spirito da Summer jamboree che saltella tra lo stile dei Bomboras (up the surfs!) e dei Guana Batz Bife Dos o Perro Rompebolas – e i singoli più amati e coverati dei Ramones Hit It Off, Dance The Seance -. Leggere, veloci e danzerecce, le canzoni si susseguono tra giri di una semplicità  – Erase You – che quasi sorprende, una costruzione vocale che piacerebbe ai fans di France Galle (dei quali faccio fieramente parte) e coretti che caratterizzano quasi tutti i pezzi cantati in francese, inglese, spagnolo e, udite udite, giapponese – Totsunootoshigo -. Le ragazze argentine sono parecchio brave a trasmettere quell'idea di retrò primi anni '60, a dimostrare che le 'nostre' Cleopatras non sono sole.
Roba che se una certa rete musicale nazionale, che inizia per M e finisce per Tv, mettesse un qualunque singolo – io proporrei Suffisant – in heavy rotation si urlerebbe alla Next Best Thing e la stagione, tra ombrelloni e flip-flops sarebbe a posto. Poi è pur vero che sono il tipo di persona piacevolmente incline a farsi catturare da certe sonorità canticchiabili con facilità e che vanno a pescare nel garage e nel mondo delle tavole e dei calzoncini firmati Bear, però dai… di un disco per niente impegnativo e godibile come questo non si può che dir bene comunque. E siccome, dal 2005, per le Las Kellies è già il terzo, c'è da ben sperare anche per un futuro prossimo.

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