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Juarez – Revontulet (Sabbatical, 2008)

Cari amici vicini e lontani, il nostro gran capo in persona si è spinto nelle lande australiane in cerca di moglie, un po’ come fece Sordi nel celebre film, pare che il meglio che sia riuscito a fare sia stato tornare accompagnato da una risma di CD di questa neoetichetta sperimentale della terra dei canguri, non sarà la Cardinale nello splendore di quegli anni, ma i dischi non sono per nulla male.
A dispetto delle miti caprette che compaiono sulla copertina, Juarez all’inizio si muove su di un loop più o meno meccanico e per lo più sinistro, nella prima traccia fa anche il giochetto preferito dagli amanti del fastidio ovvero tenere il volume piuttosto basso per lasciare due impennate mostruose quasi power noise che oltre a mettere a rischio il padiglione auricolare fanno fare il salto dal sedile della seggiola. Successivamente i loop di voce dominano sovrani diventando ossessivi e fastidiosi come il trapano di un dentista. Soft-ambent-noise che fa parecchio atmosfera e non va per nulla ad inserirsi nell’ambito di quella roba muscolar supercafona che tira parecchio in molti ambiti. Freak e parecchio psichedelica come ad esempio l’uso delle voci a botte di delay che si sentono in What e Lux, il suono non è per nulla male ed il modo annoiato e narcotico in cui viene usata la voce tutto sommato rende molto bene. Si tratta di materiale ancora molto minimale come struttura ma per nulla privo di intuizioni e decisamente ben rifinito.

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