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Hanam Quintet Featuring Tristan Honsinger – S/T (Aut, 2013)

In quel confine tra jazz e contemporanea c’è un altro mondo musicale e in questa settima pubblicazione della Aut rec, quel mondo viene solcato ed indagato: di fondamentale importanza è sottolineare che i musicisti coinvolti non sono di certo nuovi a questo tipo di sonorità e mettono in campo tutta la loro esperienza nel migliore dei modi. L’ensemble Hanam Quintet è composto da Alison Blunt (violino), Anna Kaluza (alto sax), Manuel Miethe (soprano sax), Nikolai Meinhold (piano) e Horst Nonnenmacher (contrabbasso), opera da Berlino (dove attualmente ha sede la Aut rec) ed è un quintetto affiatato, vivo e capace anche di rischiare, cosa non da poco nel campo dell’improvvisazione.
Ogni elemento dà il suo fondamentale contributo, ma non come singolo strumento, ma come sviluppo di un’idea corale, che in questa occasione vede aggiungersi all’organico il violoncello del signor Tristan Honsinger. Honsinger (classe 1949), già a fianco di personaggi come Cecil Taylor, Derek Bailey e molti altri maestri ha alle spalle una discografia sterminata che va dal 1975 e continua sono ai giorni nostri, pubblicando ad oggi una settantina di dischi circa e naturalmente firmando anche grandi collaborazioni. Ma tornando a parlare della musica qui registrata, che definirei come un susseguirsi di guizzi, a volte scherzosi, altre volte più introspettivi, c’è una vitalità e freschezza che prende vita sin dalle prime note per spegnersi solo alla fine, senza mai avere momenti di particolare stanchezza. E nei momenti in cui i pezzi si raccolgono in fraseggi ritmici, ci regalano esempi di poliritmie degne di essere evidenziate  – come nella prima parte della traccia di chiusura del disco; è sicuramente anche l’uso diversificato degli stessi strumenti messi in gioco che rende il tutto molto colorato e vario. Senza dimenticare il grande rispetto che questi bravissimi musicisti hanno del silenzio e dell’alternarsi tra loro, senza mai farsi lo sgambetto: nella sterminata produzione odierna, soprattutto nel campo dell’improvvisazione, questo disco emerge tra tanti… se siete ascoltatori di questi confini musicali, non fatevelo scappare. Musica che richiede attenzione e trasporto e che regala rari esempi di eleganza musicale; un plauso alla Aut rec. che ricerca i dischi da pubblicare scegliendoli sulla base di un ottimo gusto nella forma, nella registrazione e naturalmente dei contenuti.

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