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Grey History – All Dead Stars (Radical Matters, 2010)

E' ritornato Gianluca Becuzzi e si vede, infatti nel giro di poco tempo il toscano si è sparato uno split cd con un francese, una ristampa di vecchi materiali su Silentes, un reworking dei Limbo e qora uesto secondo capitolo rumoroso su Radical Matters, a nome Grey History. Troppa prolificità non giova, ma nel caso di Becuzzi evidentemente la regola non vale dato che fatta eccezione per le sue collaborazioni con Fabio Orsi (che comunque anche questa volta si trova coinvolto in prima persona), alcuni dei suoi dischi che preferisco sono proprio quelli dell'ultimo periodo.
Questo lavoro segue un po' il filo dell'etichetta per cui esce, dato che è esplicitamente orientato verso un audience di tipo industriale, ma nel caso del toscano non si tratta di un'improvvisata da parvenue che si butta sul trend del momento, infatti credo che sia come musicista che come ascoltatore il nostro ne abbia masticato parecchio e si sente. Nelle sei tracce contenute in questo CDr dotato di copertina extralusso dal formato da 7", si sentono delle tenui basi power noise rette da dei droni dark ambientali e su cui il musicista elettronico declama dei testi semplici e mediamente marci in perfetto stile industriale. Nulla di urlato, tutto molto quadrato, marziale, ossessivo al punto giusto, sloganistico ma tutto in modo molto coerente con grafica e titoli che variano da all Children Are Fascist a Nietzsche Fuck Christ. A tratti Becuzzi sfodera anche qualche bel suono glaciale alla Pan Sonic ma come credo avranno già fatto notare in molti, anche i due finlandesi oltre che aver digerito tonnellate di elettronica, techno e sound art hanno inalato intere strisce di roba industrial dai Coil ai Daf, dagli Einsturzende ai Whitehouse. Un disco molto di genere, ma ben fatto.

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