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Father Murphy – No Room For The Weak (Boring Machines, 2010)

Un cd nero come la pece. Avvicinarsi ai Father Murphy mette un po’ a disagio, sensazione che va oltre quell’inquietudine morbosa del vivere che lasciano traspirare gli Xiu Xiu (band con cui il Reverendo Murphy ha appena condiviso un tour di una trentina di date negli Stati Uniti insieme ai Deerhoof). Il gruppo trevigiano risulta uscita dopo uscita sempre più oscuro, l’inno lugubre aveva preso forma proprio con il bellissimo …And He Told Us To Turn To The Sun dove devoti del più basso medioevo si inginocchiano davanti ad un Moloch rosso incadescende o nero come la notte a seconda del packaging. No Room For the Weak è un altro passo dentro la parte più buia della setta del Reverendo, un Ep che subito si apre con We Now Pry With Two Hands, We Now Pray With True Anger un brano che rasenta i nove minuti, dove sacro, profano e grand guignol si mescolano in un racconto terribile. I rintocchi di Until The Pact Is No Longer sembrano campane a morto o autoflagellazioni medievali dove la rendenzione sembrava venire dal sangue, dove infliggersi dolore era un modo per invocare il perdono dei i peccati ed arrivare alla purificazione dell’anima. Non è da tutti mettere tutto ciò in musica, tra preghiere, psichedelia e voci alienanti. Non è da tutti risultare così incredibilmente moderni. In chiusura di questi 20 minuti di calvario senza redenzione alcuna, la cover There Is A War di Leonard Cohen. Difficile distinguere il loro ruolo: eretici o carnefici?

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