Earlimart – Hymn And Her (Major Domo/Shout! Factory, 2008)

Ad un primo ascolto, le assonanze tra Hymn And Her, sesto album degli Earlimart, e gli ultimi (capo)lavori degli Stars appare evidente: una costruzione sonora cristallina ed estremamente ponderata, melodie avvolgenti e contrappuntate dall’uso di archi e pianoforte, l’alternanza tra voce maschile e femminile. Ma, fermandoci a questa analisi sommaria, perderemmo i tratti distintivi che fanno di questo disco un’opera imperdibile.
A cominciare dall’iniziale Song For Earlimart, che presenta un incastro ritmico quasi Pixiesiano inframmezzato dalle chitarre acustiche del ritornello, e proseguendo con la splendida ballata Before It Gets Better, inizialmente improntata soltanto su piano e batteria, ma poi capace di arricchirsi, di strutturarsi, in un crescendo che ricorda degli Arcade Fire (evocati anche nella conclusiva Tell Me) in veste più "pop" e rilassata. For The Birds sconfina in territori Westcoastiani (non a caso i Nostri vengono da Los Angeles), tra chitarre soffici ed ariose e raddoppiamenti di cori che, all’epoca, non sarebbero dispiaciuti affatto a Brian Wilson; Great Heron Gates brilla di luce soffusa, e ricorda molto, come sonorità e voce, l’Eels più notturno e nostalgico di Blinking Lights (& Other Revelations). Time For Yourself è invece perfetta, un acquerello pop in cui ogni cosa è esattamente al posto giusto, senza mancanze né eccessi, descrizione che, a dirla tutta, può calzare a pennello per l’intero CD, in cui convivono lo spirito dei succitati Stars, il gusto per la raffinatezza dei National, ed un senso dell’armonia (vedere la title-track) che pesca a piene mani da quarant’anni di musica pop – nel senso più classico del termine – riuscendo tuttavia a creare un pastiche nel complesso totalmente eclettico ed originale. Semplicemente stupendo.

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