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Centauri – S/T (Lepers, 2014)

In un periodo in cui persino i beniamini Woods non danno le stesse identiche sensazioni di una volta, in zona, come si può dire…weird, arrivano su imbeccata diretta come una miccetta pronta ad esplodere – anche se flebilmente – i CentauriJ. R. Lansdale diceva che “il Texas è uno stato mentale”: così anche dalle nostre parti, tanto che, dopo i Texans From Bari, il trio milanese atterra sulle pagine della free label pugliese Lepers.
Linee di piano bislacche, chitarra acustica e fuzz si incrociano senza soluzione di continuità su basi low-fi e space rock per un viaggio a cavallo di un razzetto preso in edicola che si spalma su pianeti di cartapesta, incollati al soffito della camera. A dire il vero la press sheet recita che i tre sono finiti a suonare in locali di terz’ordine alla fine dell’universo, ma tant’è. Un,du,tre,qua…On the Road. In viaggio sì, ma con strumentazioni e ballate bislacche e tanto nastro adesivo. Se Speak Your Death sembra una marcetta andata a male dei Neutral Milk Hotel (con cui c’entrano in verità davvero poco) il resto ha un fascino tanto irrisolto, goffo e stonato quanto spontaneo e divertente, come una scoreggia nello spazio fatta da un solitario astronauta in perlustrazione. Magari il clamore del gruppo sarà uguale, intanto qui vincono ai punti.

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