AA.VV. – Rumori Sacri (End Of Kali-Yuga, 2011)

A fronte degli ormai numerosi testi e documentari che si preoccupano di storicizzare l’epopea dell’hardcore italiano degli anni ‘80 e ’90, con codazzo di reunion inutili e molto spesso imbarazzanti, la scena industriale si è sempre dimostra molto parca, in materia. A tutt’oggi la bibliografia annovera solo l’appendice di Paolo Bandera al Manuale Di Cultura Industriale edito dalla Shake e alcuni paragrafi nel recente Industrial [R]evolution di Giovanni Rossi.

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Ivan Iusco: Minus Habens o Homo Superior?

Questo è uno di quei personaggi che ho cercato di odiare con tutto me stesso, anima e corpo. Mi ha tenuto appeso a quest'intervista per oltre sei mesi. Mi sono ridotto che quando lo vedevo comparire on-line su facebook iniziavo a lanciargli una sfilza di insulti e imprecazioni in barese solo per attirare la sua attenzione. Ma come fai a voler male ad uno con una faccia così? Sembra il classico bravo ragazzo della porta accanto. La verità è che Ivan Iusco ha fatto tantissimo per la musica indipendente italiana, in un certo senso, per motivi di longevità lavorativa più di chiunque altro. Mentore della Minus Habens, senza ombra di dubbio la prima vera etichetta radicale del nostro paese, Ivan Iusco oggi è ancora in pista.

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Toilet Door n.2 – Futurismo O Rumorismo?

Un back to mine sferragliante quanto una locomotiva lanciata a ritroso verso le origini del suono. Anche stavolta i nostri esploratori hanno sfidato il passato, scollinando al largo dei bastioni di Orione e attraversando le porte del cosmo (che starebbero lassù in Germania). Maurizio Bianchi, Mauthausen Orchestra, Atrax Morgue ed altre blasfemie da sussurrare a fil di voce per non risvegliare l’ira dei padri. Tra Filippo Tommaso Marinetti e Supergulp un altro spinoso viatico di Toilet Door consumato, tutto, a proprio rischio e pericolo.

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Matteo Uggeri: “music for those who want to live in their own small world” (Grey Sparkle)

Immagino che Hue (al secolo Matteo Uggeri) e gli Sparkle in Grey non risultino proprio una novità per molti nostri aficionados e, se così fosse, potremmo azzardare che si trattasse solo di una questione di tempo. Un'adolescenza elettronico-industriale, delle incursioni decise in "post rock" e "melodia", "quasi pop" e field recording hanno evidentemente formato le orecchie e i gusti del milanese Hue, che da puro fruitore è passato dietro al computer in veste di musicista e produttore. Se Passo Uno e Sparkle in Grey sono facilmente associabili alla melodia, di tutt'altra forgia sono il suo ultimo lavoro solista intitolato Un'Estate Senza Pioggia e le collaborazioni con Maurizio Bianchi (in via di completamento) e con Punck per quel piccolo capolavoro che è A Constant Migration ancora fresco di stampa per la storica Creative Sources. "Music for those who want to live in their own small world" viene riportato sul sito che collega tutte le sue attività (www.greysparkle.com), ma a vedere bene, data la quantità di collaborazioni avviate da Uggeri, si potrebbe supporre che il suo piccolo mondo così minuto non lo è, oppure che che questo "small world" è quanto meno in espansione. "Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette"?

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