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Gräfenberg – The Grind Album (Solitude Beast, 2010)

Dopo i Crampi Punk, i Void, i Kermit e la cronaca nera condita a botte di amianto ecco qualcosa di interessante da Casale Monferrato e non pensiate che si tratti di cose che non si intreccino, i Gräfenberg di base nascono dalle ceneri dei Kermit ed uno di loro è quell'Andrea Prevignano che qualcuno di voi ricorderà per un libro di Castelvecchi sul noise rock americano, qualcun altro per le recensioni su Rumore e qualcun altro ancora per far parte di vari programmi di Radio Deejay a partire da quello con il Trio Medusa. Questa citazione dovuta spiega in parte perchè uno dei due cd veda metà della formazione di stanza a casale (Asbestos city per l'appunto) e metà nella citta eterna, resta che alla luce dei fatti in generale si tratta comunque di casalesi (…non del clan, caro amico camorrista, se stai pensando si tratti di una band di tuoi consociati hai sbaglaito sito!).

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Nimh/Mauthausen Orchestra – From Unalthy Places (Silentes, 2009)

Cari piccoli drughi, se recentemente avete scoperto che Maurizio Bianchi suonava la musica dei vostri eroi del rumore ancora prima che molti di loro nascessero, è giunto il momento di riprendere il libro di storia ed andare a cercare una bella postilla dove si specifica che Pierpaolo Zoppo, in arte Mathausen Orchestra, era lì a "macinar rumore" in contemporanea e gli americani di certi giri lo sanno per bene tant'è che è un "musicista" di culto. Ora, se proprio vogliamo andare nelle disquisizioni teoriche sui due vecchi titani, se Bianchi già ai tempi di Endometrio ha sempre avuto un appeal decisamente più cerebrale e "intellettuale", Zoppo era già harsh-noise e power fra i denti come Whitehouse e Merzbow, anche se leggermente meno rifinito.

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St.Ride: Dadaismo Ligure E Frammentazione

Credo che gli St.Ride (myspace.com/stpuntoride) siano un fenomeno abbastanza atipico in Italia, infatti parliamo di un gruppo sperimentale ormai piuttosto longevo e che pur non essendo mai passato alla ribalta della cronaca musicale italiana, ha sempre avuto uno zoccolo duro di ammiratori. Le ragioni di questi risultati, nonostante lo scarso supporto della stampa specializzata, spesso vanno ricercate oltre che nella continuità anche nel fatto che Gusmerini e Grandi da buon gruppo di "ricerca" non si sono fermati neppure quando hanno iniziato ad ottenere gli apprezzamenti di vari addetti ai lavori come ad esempio Frans De Waard di Vital Weekly/Korm Plastic, infatti hanno continuato a cambiare ed a trasformarsi a ciclo continuo senza per questo dimenticare di avere e di coltivare un loro stile.

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Napalmed – III (Autoprodotto, 2008)

Dio santo, se solo esistesse una giustizia a questo mondo gente come la Parodi starebbe sciogliendosi sotto ad una colata di sperma di uno dei mostri di Alien e le pellicole di Muccino non andrebbero neppure bene per essere trasmesse durante i cineforum scolastiche di terza media, ma da quand’è morto Marcinkus è anche vero che la qualità dei cattivi è davvero scadente. Sono giusto tempi in cui il rumore può solleticare le fantasie artistico/erotiche di un pubblico rock che d’improvviso scopre la caciara grazie ad uno sdoganamento indie (Sub Pop) di roba come i Wolf Eyes e così via…e così una serie di sciamannati americani (anche fighi, va detto!) sono pronti a seguirli a ruota. 

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