The Connie Capri Organ Chamber Orchestra – S/T (Wallace, 2008)

Che Mirco Spino nonostante un malcelato passato hardcore (e non per i film con Rocco e John Holmes) sia diventato filo-freak e della peggior specie, mi sembra palesato da più segnali e questo disco è qui per dimostrarlo. Connie Capri Organ Chamber Orchestra viene messo in parallelo al buon Eric Dolphy con cui penso abbia da spartire meno che gli Skrewdriver con l'African National Congress guidato da Afrika Bambaataa che fa l'MC per Mandela… per altro in "nomen omen" o meglio il nome la dice tutta sul suono e un po' suggerisce anche il taglio di questo vinile.

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Airportman – Rainy Days (Lizard, 2007)

Ritorna a far uscire dei dischi la Lizard che ha patrocinato delle produzioni interessanti e che rimane l’etichetta che ha stampato due gruppi da recuperare come i Gatto Marte e gli St.ride del piccolo gioiello di Piume Che Cadono (anche se in questo caso l’etichetta è la sussidiaria Zeit). Gli Airportman si trovano fra le uscite più abbordabili dell’etichetta, non credo che sia un caso che mentre li sentivo sul lavoro una mia collega se li godesse a tal punto da chiedermi chi fossero.

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Raccoo-oo-oon – Behold Secret Kingdom (Release The Bats, 2007)

Qualche nota per cominciare, i Raccoo-oo-oon provengono da Iowa City, Iowa, USA. Raccoon invece è il procione, l’orsetto lavatore americano, e sul sito del gruppo se ne vedono in fotografia i resti sbudellati da qualche predatore. Una foto cinica ma che rende l’idea dei personaggi in questione, che a vederli mi sembrano dei giovani freak fusi un pò dementi e dalle facce simpatiche, poi non so, tutto questo si basa sul fatto di aver visto un paio di foto in rete.

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Rock And The City – La Storia Siamo Noi

Sosteneva Lukàcs che il compito del genio è mettere ordine tra le cose, che per deduzione equivale a dire che artisticamente non si crea nulla da zero, piuttosto si tesse una rete di fili già esistenti e pronti a farsi scoprire e connettere all’infinito. Calza a pennello per tanti suoni che c’accompagnano: prima dei Velvet ci fu La Monte Young ma era avanguardia colta e non rock; prima dei fratelli Reid c’erano giustappunto Reed e soci ma non erano pop; l’ambient di Brian Eno lo avevano già in mente i Cluster ma senza l’afflato pastorale in quanto tedeschi inurbati. Si potrebbe proseguire all’infinito, però a questo giro non si parla di corsi e ricorsi storici, bensì di quella sovente benefica patologia che si suole chiamare "revisionismo".

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