Ojra & Kiritchenko – A Tangle Of Makosha (Nexsound, 2010)

Ho visto che di recente qualcuno ha finalmente dato spazio ad un ottimo musicista come Kyriakides, ne sono felice, sia per il fatto che se lo merita che per il fatto che conferma la cara e vecchia regola che un buon musicista che oltre a suonare gestisce anche un'etichetta, o prima o dopo riesce ad ottenere attenzione. L'ultima affermazione ha un sapore scontato, lo so, il fatto è che se per certi musicisti/label owner l'attenzione ricevuta è spesso spropositata rispetto alla loro qualità di musicisti, Kiritchenko è invece il classico esempio di gran qualità.
Per quanto molti di voi non lo conoscano si tratta di un nome piuttosto affermato nel giro elettronico, ambient ed elettronico-sperimentale, e questa volta è tornato con una collaborazione inedita, rischiosa ma più che riuscita. Gli Ojra sono un gruppo di musica tradizionale Ucraina e le canzoni eseguite sono canzoni tradizionali di quella terra, Andrey invece come sempre si trova dietro ad un computer e credo che abbia avuto mano nell'assemblaggio finale. Il risultato è fantastico: nenie dell'est cantate in lingua tradizionale, rivestite con un abito da folk-tronica super fine, field-recording e nulla lasciato al caso tanto che gli arrangiamenti sono fatti a quattro mani dal boss della Nexsound e da Yurko Yefremov. La scelta dei pezzi è andata su quelli che presumo essere i meno depressivi del repertorio tradizionale, o comunque resta che nonostante una malinconia tutta est-europea il lavoro non scade mai nel depressivo, anzi, fa pensare ad una serie di belle ninne nanne cantate da una bella mamushka con i pomini rossi. Come avrete capito la voce fa da spirito guida, ma quello che le gira intorno e sotto è questa strana mistura di suoni tradizionali, field recordings ed effetti elettronici ultra light che pur ammodernando e dando un sapore abbastanza particolare al tutto non scadono mai nel kitsch. A Tangle Of Makosha riesce in una delle cose più difficili per uno sperimentatore, ovvero cimentarsi con la tradizione e rimodernarla senza per questo riuscire a stravolgerla in modo discutibile. Per quanto avessi già sentito tentavi del genere e per di più buoni, questo si tratta di uno dei migliori che abbia ascoltato da parecchio tempo a questa parte.

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