Acid Mothers Temple & Melting Paraiso UFO – Interstellar Guru And Zero (Homeopathic, 2009)

Ma quant’è bello essere hippie? Insomma uno può prendere una di queste belle patatone anti-anoressiche in pieno stile Settanta, metterla dietro ad uno sfondo preso dal libro di scienze delle medie ed il packaging fa subito la sua porca figura! Ricordo che un capodanno di tanto tempo fa, qualcuno che scrive su questo sito aveva celebrato l’apertura del nuovo corso con una bella visione collettiva di Gola Profonda, ah che tempi, e se me li ricordo bene quei commentoni sui "colori elettrici", sulla Lovelace e l’amica che ridevano godute circondate da quella selva di cappelle e della differenza rispetto alle nuove porno-starlet che non trasmettono gioia per la loro professione… bei tempi vero?! (e dire che qualcuno di quei fini commentatori si è reinvestito in teatro e nei videoclip).
"E che c’entra tutto questo con gli Acid Mother Temple?" direte voi. La risposta è: molto! A partire dal fatto che per quanto questi dementi, in primis Kawabata Makoto, non si siano schiodati di un millimetro da quelle godutissime jam infinite e deliranti dove un ohm continuo ti trapana i lobi frontali fino quasi a farti sentire in pace con il mondo (pare per altro che l’uso estensivo della lobotomia nelle pratiche psichiatriche degli Stati Uniti – soluzione per la schizofrenia, depressione e sindromi maniaco/depressive – di inizio '900 producesse effetti simili). Insomma gli Acid Mother Temple godono di quello che fanno, un po’ come la Lovelace degli albori (mah… almeno spero…), e la differenza con gli altri sta tutta qui. Classici senza tempo in salsa Settanta? Non proprio, che siano giapponesi e che siano assurdi si sente eccome, però diciamo che Kawabata e soci stanno alla sperimental psichedelia come i Bastard Noise stanno alla dark-industrial-power-ambient. Due tracce per cinquantasette minuti e si va dall’acido a dei muraglioni di casino, dal suono monocorde che "siamo giapponesi a noi il kraut e la prog ci hanno segnati più dell’atomica" al delirio da metropolitana di Tokyo all’ora di punta. Onirismo e terrorismo che non si sposta di una virgola da quello che ci si aspetta dal Tempio (per una manciata di secondi ho persino temuto che mi ricrescessero i capelli e mi toccasse dismettere il mio look da skinhead uscito in disgrazia da un lager). Una piccola nota di colore per l’etichetta che a questo punto suppongo essere italiana e che dimostra come cambino i tempi: una volta noi piazzavamo i Balletto Di Bronzo ai minchioni del Sol Levante, oggi loro ci danno il ben servito appesantito di radiazioni. Ricordate la setta Aum Shinrikyo aka della "Suprema Verità di Aum"? Quella che aveva gasato con il Sarin la metropolitana di Tokyo (ho appena scoperto che nel 2004 dieci di loro a partire dal capo Shoko Asahara furono condannati a morte per impiccagione)? Se solo avessero ascoltato la seconda imperturbabile traccia monocorde, se solo l’avessero fatto ne sarebbero usciti così pacificati e rincoglioniti che avrebbero optato per andare a guardare la pancia dell’oceano da dentro. Stoned psych fino allo svenimento.

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