Five Rooms – No Room For Doubt (Amirani, 2010)

Five Rooms non è un gruppo nuovo scoperto dalla Amirani ma una vera e propria all star band che vede Angelo Contini e Gianni Mimmo ai fiati, niente poco dimeno che John Russell alla chitarra, Andrea Serrapiglio al violoncello e Jean Michael Van Schouwburg alla voce. Credo che si tratti di una delle formazioni più equilibrate nelle quali abbia sentito coinvolto Gianni Mimmo e nonostante il risultato a tratti sia uguale alla somma delle sue singole componenti ci sono alcune sorprese molto interessanti.
La prima traccia mostra un incredibilmente sobrio e super contenuto Van Schouwburg che, a differenza di altri lavori in cui ho avuto modo di sentirlo, rimanendo più dentro ai ranghi regala delle rifiniture e alcuni giochetti molto piacevoli, soprattutto quando palleggia con i fiati. Gli strumenti a corda su questo disco fanno un lavoro di retroguardia tanto discreto quanto incisivo ed il violoncello in certi episodi costruisce un sostrato su cui i fiati navigano come capidogli in un mare d'inverno. Per quanto l'etichetta ed alcuni dei musicisti coinvolti potrebbero far pensare al jazz, su questo lavoro si tratta di un elemento quasi irrilevante tanto che quando non si tratta di pastiche in salsa contemporanea o di "frammenti di un discorso amoroso" in stile improvvisativo, si tratta di veri e propri gorgoglii, suoni sommessi, mormorii, casse e strumenti sfregati e voci tenute lontano dalla scena in cui al più fa da mattatore un fiato e poi pian piano compaiono altri caratteri della commedia. Russell come in molti altri lavori gioca in modo discreto e non per mancanza di coraggio, ma per una forma di umiltà e di garbatezza da gentiluomo inglese vecchio stampo, il fatto è che quando gli viene lasciato spazio non ci vuol molto a capire perché alcuni abbiano parlato di uno dei pochi eredi naturali di un chitarrismo baileyano tanto sbilenco quanto espressivo. Si tratta di un disco profondo pur non rasentando mai la pesantezza e soprattutto di un lavoro molto vario dove non tutte le voci finiscono per sovrapporsi costantemente cercando un momento di popolarità all'interno dello scenario sonoro. La predominanza e la miscela degli elementi è molto equilibrata e varia da episodio a episodio, una buona playlist fa il resto e così si finisce per perdersi in un ascolto che definirei avvolgente.

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