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Stefan Fraunberger – Quellgeister #1 (Chmafu Nocords, 2014)

Questo disco parte dall’idea di Stefan Fraunberger di andare a suonare un vecchio organo in una vecchia chiesa al centro della Transilvania: ne esce qualcosa tra l’archeologia sonora, il field recordings e la semplice nostalgia. In una chiesa che lentamente va in rovina, Stefan suona questo organo mezzo sfasciato, con topi e scarafaggi che vivono nelle sue canne, e ne ricava una mezzora particolare. Ho un debole per il suono dell’organo: lo dico subito all’inizio per mettere bene le carte in tavola, e anche se un po’ malconcio lo strumento è comunque in grado di emanare vibrazioni magiche, tra momenti tra il classico e il contemporaneo melodici ma mai stucchevoli, frequenze sfocate, accenni quasi cacofonici e attimi quasi di silenzio in cui si sente solo il fruscio di sottofondo. Di certo senza avere saputo la storia di Quellgeister #1 un po’ di magia si sarebbe persa, perché il lato musicale è aiutato parecchio dall’aspetto performativo, ma ci sono momenti validi e se ci si lascia trasportare dall’atmosfera complessiva il disco regge la breve durata e si ascolta volentieri.

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