Hector Zazou - L'Absence (Tacktic/Audioglobe, 2004)
Nomi conosciuti a profusione: Hector Zazou, Nicola Hitchcock, Caroline Lavelle, Emma Stow, Laurence Revey, Lucrezia Von Berger e giusto in nome del presenzialismo: Asia Argento. Un disco che per alcuni particolari mi ricorda qualcosa di tardo novanta, in parte credo che sia attribuibile Peter Walsh (ricordate Simple Minds e Peter Gabriel, Scott Walker...) che siede dietro al banco di regia. A volte si trata di materia "trip-hoppeggiante", magari non pura, ma non certo immune dalle influenze dell'area di Bristol. L'Absence a tratti mi ha anche ricordato certe cose di Sakmoto e Peter Gabriel, giusto qualche traccia, quindi non aspettatevi musica dominata dalle tastiere. Ed Almamegretta? Direi che non sarebbero completamente fuori luogo neppure loro, poi magari sono solo alcune somiglianze casuali, ma nel cocktail ci metterei anche i partenopei, ovviamente non dopo averli spurgati della loro mediterraneitā. Surrender rimanda (probabilmente in modo involontario) alla depressione degli Ashes (Compagnia Nuove Indie) meno drammatici, Lies Will Follow , Joseph And Tim, Elle Este Si Belle hanno qualche vago sentore di Massive Attack, Tricky o dovrei dire Craig Armstrong? Il punto č proprio questo, gli arrangiamenti di Craig Armstrong, che volente o nolente pesavano come un macinio sui dischi dei Massive Attack sono molto simili a quelli usati da Zazou, o forse dovremmo dire il contrario? Lavoro molto "cool" e dalle sfumature fortemente filmiche perfeto per un viaggio notturno, a tratti leggemrente datato nel gusto e nelle rifiniture ma comunque piacevole e di sicuro potenziale commerciale. |