Ufomammut - Snailking (The Music Cartel, 2003)

Io questa band la adoro per molteplici ragioni di cui, tra l’altro, alcune biecamente sentimentali. In primo luogo, con gli Ufomammut ho capito che, grazie a Dio, lo stoner non si è pietrificato, ma ha raccolto finalmente l’essenza spaziale dei primi monumentali Kyuss (Blues For The Red Sun) e dei Monster Magnet di Dopes To Infinity. Ma questi quattro piemontesi sono andati oltre, ben oltre, cari amici... E qui subentra il secondo motivo per cui mi inorgogliscono tanto e cioè per la completa italianità di una band che suona un genere tutto sommato americanissimo. Gli Ufomammut oggi non hanno da invidiare niente a nessuno: né dalle misere formine di sabbia che riciclano all’infinito i quattro accordi imparati dai Black Sabbath, nè tanto meno dai cloni degli Ozric Tentacles che pensano basti avere una Korg e il moog dei 13th Floor Elevator per fare della psichedelia drogata.
In Snailking troviamo la fusione totale tra spirito e materia, un misticismo raro dalle nostre parti. In Odio la chitarra apre il fuoco e, vi giuro, vengono i brividi, il suono si satura talmente quasi ad incartarsi su se stesso, rallenta vicino allo zero e si raddrizza infine per decollare verso il cielo. La sensazione è strana perché, nonostante lo spessore di alcuni passaggi, pare talvolta di entrare nella ciclità di un mantra, complici forse i loop, le percussioni e gli effetti di cui fanno largo uso. Tra l’altro, la voce iper-effettata è, a pieno titolo, uno strumento della band e viene usata (grande virtù) solo quando è strettamente necessaria. Gli otto pezzi del disco sono molto lunghi, elaborati e diversi tra loro, difficile farne quindi un’analisi particolareggiata proprio per il continuum dell’intero lavoro che definirei quasi un concept. Menzione speciale per la lunga e conclusiva traccia (che in realtà sono due, per un totale di oltre trenta minuti!!!), viaggio interminabile in una mente annegata dalle sostanze psicotrope.
Potrei dilungarmi per pagine parlando di questo disco e sicuramente alla fine penserei sempre di aver omesso qualcosa. Un solo ed onesto consiglio: ascoltateli.

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