Sora - Re.Sort (Plop, 2004)

Un altro colpo messo a segno dall'etichetta giapponese Plop: dopo le affascinanti trame di Kazumasa Hashimoto, ora tocca a Takeshi Kurosawa da Kyoto, che non si presenta a suo nome ma bensì con un gioco di parole, infatti Sora significa cielo e So e Ra sono due note, rispettivamente Re e Mi. Come nel caso del suo compagno di etichetta, nei suoni digitali di Takeshi è facile sentire l'influenza degli studi classici, anche se più accennati: resta sempre l'ottima resa sonora e in generale una affascinante commistione tra atmosfere innegabilmente orientali e la miglior elettronica tra ambient e glitch. I dolci microsuoni di cui il disco è cosparso sono spesso di odore jazzy e talvolta etnico, e sono derivati da campioni, field recording e quant'altro si sia reso necessario all'occorrenza, con il risultato finale di mescolare il suono analogico caldo e vivo con piccoli disturbi digitali a creare musica che si rende subito inclassificabile: è ferma qualche passo prima della lounge, ha tensioni caraibiche, una delicatezza tutta orientale, ma su tutto un gusto davvero notevole che permette al disco di restare molto sofisticato ma anche fruibilissimo al tempo stesso, tutto imperniato su melodie talvolta davvero strappalacrime...
La bellissima copertina ad opera di Cheason (come per Hashimoto) è ingannevole: Re.Sort non vi porterà in un luogo geografico ben preciso, ma sceglierà per voi una improbabile ambientazione immateriale e sospesa in un limbo magico, un posto che meriterebbe davvero una bella vacanza...

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