Recon - White Label (Higpoint Lowlife, 2004)
Chris Coode, ovvero Recon, in realtà ha già all'attivo uno split con i Matmos su Fat Cat con il moniker Motion (un disco in uscita per la 12k). A quanto pare Motion fluttua fra glitches e bassi fuori frequenza e si suppone quindi che sia relativamente ostico; premessa di dovere, visto che al contrario Recon invece sembra l'esatto opposto. Non aspettatevi un disco per il grande pubblico, però nulla di difficile come probabilmente lo è l'esordio su Fat Cat. Ironia della sorte, proprio di recente leggevo un libro sul minimalismo americano ed i loop di questo disco in un certo senso sembrano condurre da quelle parti. Il foglio di presentazione parla di un progetto in cui Chris detiene "il pieno controllo della musica" ed è vero, tutto è armonico e calibrato, si ripete quel tanto che basta senza mai esagerare e le micro-variazioni sono innestate con la mano di "un floricultore fino". Molti pezzi saltano come un disco inceppato, il gioco ritmico nonostante ciò scorre gradevolmente in modo ipnotico, ma quando Recon decide di entrare in stato di trance è un specie di "harmonia mundi" da trip (Section, Travel Analog, Motorhome, Fold). White Label suona come i passi di un bambino sulla neve fresca e credo che la grafica completamente bianca voglia esprimere proprio questo. |