AA.VV. - Punk Fiction Vol.1 (P.O.T.A., 2002)
Bloom - Thirty Against Toast EP (P.O.T.A., 2002)
L'Invasione Degli Omini Verdi - Veniamo In Pace (P.O.T.A., 2001)
Vadaviku - Le Porno Vacche D'Assalto (P.O.T.A., 2002)

La bergamasca P.O.T.A. Records ci permette di dare un'occhiata al panorama del giovane punk nostrano. Dirò subito, per essere sincero, che non è un gran bel vedere: in generale non si tratta di altro che punkettino per adolescenti, con l'aggravante che alcuni gruppi, che credevo di importanza notevole per la scena, sembrano non riuscire a fare granchè di meglio. La compilazione è divertente quanto si vuole, i ritmi sono sempre belli tirati, ma cascano le palle non appena qualcuno apre bocca; a questo punto sono senz'altro preferibili le storielle adolescenziali sulle ragazzine che non te la danno, piuttosto che certe terrificanti incursioni nel politico-sociale! Pezzi quali Hate G8 dei Los Fastidios - che sembra la sigla di un cartone animato cantata con attitudine grezzamente combattiva ("non volete dialogare/con il popolo che lotta...compromessi mai/in difesa della nostra terra") - hanno la capacità di farmi voler passare immediatamente dall'altra parte...rendendomi sempre più depresso e sconfortato sulle reali possibilità della lotta contro il sistema.
Davvero non so fino a che punto possano far bene le posizioni tenute da gente come Klasse Kriminale o Peter Punk (vedi Punkreas), che si destreggiano tra slogans vagamente ironici, riflessioni di una banalità sconcertante e frasi fatte; se sono indice della presa di coscienza di una generazione, beh mi pare che quest'ultima si preoccupi sostanzialmente di ben altri temi (Fuma Dai, Maradonas), e non è certo questa la maniera di portare avanti un tentativo di controcultura consapevole.
Ma qui mi si accuserà di volere per forza dare dei giudizi e attribuire dei significati a cose che in realtà tali significati non hanno affatto.
Meglio allora passarci sopra e sorridere grazie alle 'riflessioni natalizie' dei Moravagine o addirittura con l'autodefinizione di L'Armata Dei Deficienti da parte dei Vadaviku ("ipnotizziamo e ciuliamo"...se basta anche a voi...). Le ragazzine ci balleranno su felici e i tipi ci proveranno al concerto di paese, in fondo è normale così, non dobbiamo aspettarci nulla di più, son le stesse cose che i fighetti fanno al bar à la mode sorseggiando l'aperitivo. Ma una ripassatina alla storia del punk non potrebbe far altro che bene. I migliori del lotto a me sembrano gli Atarassiagröp con la trascinante America I Egleska, basata su quello che loro definiscono 'combat burdel' (sperimentazione grazie a svariate contaminazioni). Due inediti dal vivo dei Derozer (fra cui una cover in tributo ai Ramones, cui parecchi gruppi continuano tuttora a dimostrare di ispirarsi) aumentano un poco l'interesse della raccolta, che ha di buono soprattutto il prezzo contenuto (poco più di 10 euro) per la bellezza di trentatrè brani.
I Bloom - non inseriti nella suddetta compilation - sono una delle più recenti uscite dell'etichetta, vengono appunto dalla zona di Bergamo-Brescia, e si distinguono dal tipico punk melodico, stupido e modaiolo tanto in voga oggigiorno in Italia, proponendo in questo miniCD (prezzo max 7 euro) una ottima mistura di hardcore ed emo. Essendo la proposta decisamente meno ovvia e banale delle altre, più difficilmente si presta all'ascolto da parte di chi ha le orecchie foderate di prosciutto (leggi: punkettusi). Per gli altri, invece, ecco cinque buoni pezzi (quattro dei quali cantati in un discreto inglese e uno solo in italiano, forse il meno interessante) trasudanti passione e caratterizzati da una notevole intensità. Ci sono, ovviamente, una batteria che picchia veloce e chitarre che stridono, piuttosto che andar giù dure; ma c'è soprattutto la creazione di atmosfere coinvolgenti - grazie anche ad una voce alquanto sofferta - che lasciano pensare ad esibizioni live portentose. Promossi.
Molti dubbi ho invece sui più lunghi e stancanti lavori di altri gruppi punk emergenti come quelli che mi ritrovo fra le mani: l'album de L'Invasione Degli Omini Verdi risulta al massimo carino, ma certo non esaltante. Niente di nuovo da registrare, solo constatazioni banaleggianti sostenute da coretti e ritmi tirati. Il pogo sarà benvenuto, ma sotto sotto cosa c'è? Il punto è sempre lo stesso: siamo in tanti a sentire forte e fastidiosa la presenza di "tutta quella gente stupida che c'è, e non sa nemmeno di esistere" (Stella), ma c'è modo e modo di esprimerlo. Questo genere continua ad essere - giustamente - per i più giovani il modo più semplice per sfogare rabbie, confusione, frustrazioni; ma anche il più limitato! E' mai possibile che tutte quelle idee ed emozioni sfocino in un'espressione artistica più complessa (o almeno un poco diversa), o è voler pretendere troppo? La cosa migliore è il logo, riuscitissimo, col piccolo alieno verdastro.
Discorso simile per i Vadaviku, i quali però utilizzano bene (sin dal nome) l'arma dell'ironia che, associata ad un suono 'ramoneggiante', alla fine può anche piacere. Ovviamente i temi e i ragionamenti che stanno alla base dell'intero disco sono adolescenziali 'a manetta'... Non mancano comunque momenti in cui affrontare sinteticamente problemi più seri (1999, Quante Volte, Discorso Ad Un Bambino). Il pezzo più piacevole e divertente resta comunque quello inserito nella compilazione. Terrificante l'artwork del CD, ma credo che sia stato voluto proprio così.




caro lorenzo noi la controcultura la lasciamo fare a te
che sei cosi' intelligente e cosi' avanti rispetto a tutti noi.noi
ci limitiamo solo a suonare punk rock ....il resto come ti ho
gia' detto lo lasciamo a te e a gente come te;personalmente
credo che conti di piu' il parere dei DEROZER,ai quali piacciono,
e non il tuo.se tu hai la ricetta per cambiare il mondo in meglio
con della  " controcultura doc" ,ti prego faccela sapere non
lasciarci all'osuro di tutto,dacci una possibilita', sii magnanino.
ciaociao
Daniele

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