Youff + Ultrakelvin + Cerberat – 29/05/2026 – CS Bruno (Trento)

E’ cosa nota, all’interno del panorama dei live underground del Nord-Est che, da qualche anno, Equilibrio Precario, pseudonimo di Stefano Paternoster (deus ex machina della compianta Robot Radio Records), organizza concerti dalla dichiarata matrice noise rock in quel di Trento, presso l’ormai storio Centro Sociale Bruno. Dopo aver allietato il pubblico trentino con concerti di Cherubs, Distorted Pony, The Flying Luttenbachers, Maquina per citare i internazionali, ma anche proponendo gruppi nostrani come Strebla, A/lpaca, Demikhov e tanti altri è giunta l’ora di salutare la stagione 2026 col botto. A salire sul piccolo, ma rumorossimo palco trentino sono tre band: Cerberat (locals da Rovereto), Ultrakelvin (una garanzia in fatto di follia prestata al rumore) e Youff . I belgi tornano a Trento ad un anno esatto dal tour precedente.

La serata è una già troppo calda notte di quasi giugno con le temperature all’interno del locale ancora umane tutto sommato, ma comunque abbastanza bollenti. Ad aprire una serata targata Equilibrio Precario è, come di consueto, una band locale, in questo caso i roveretani Cerberat, band psych-stoner avviata da poco, ma già con le idee abbastanza chiare. Siamo di fronte ad un classico quartetto di rock desertico dai suoni grevi e tellurici che avviano al meglio la serata, nonostante il pubblico si abbastanza sparuto davanti al palco, ma tutto sommato partecipe. I quattro locals scorrono il loro repertorio senza fronzoli o inutili orpelli e in una mezz’ora danno prova di essere ben avviati sia dal punto di vista compositivo che sonoro.

Un altro lietissimo ritorno sul palco del Bruno è quello degli Ultrakelvin, trio composto da Panda, Woolter e Anna. Questi ultimi sono ìconosciuti nel panorama italiano come i deus ex machina dello studio di registrazione Aproblema, ma sono attivi da moltissimi anni con questo progetto, prima conosciuto solo come Kelvin, ma diventato “ultra” con l’ingresso in pianta stabile di Panda, cantante/tastierista/rumorista che ha portato in dote ancor più follia in un progetto già abbastanza schizzato di suo.

La band si lancia in un live denso di rumori acidi, strutture schizzate, pezzi brevissimi e un’atmosfera generale a metà tra la paranoia e più pazza allegria. Molti pezzi fanno parte un po’ della storia della band e provengono dalle ultime uscite, tra cui l’apprezzatissimo split coi Qui.

Infine è una fortuna, anche se non in molti lo sanno, che gli Youff siano tornati a Trento, unica data italiana di un tour europeo di 10 concerti in 10 giorni, prima del ritorno nel poco evocativo Belgio rurale. Il quintetto porta sul palco una scaletta per metà composta da nuovi brani e per metà fatta da pezzi dai dischi già editi. Il risultato è una performance al limite della perfezione per intensità, dilaniata precisione dei suoni e scelte compositive tra le più oltranziste ed originali dell’attuale panorama europeo. Premesso che per chi scrive rimane un mistero come una band del genere rimanga misconosciuta ai più e non abbia maggiori possibilità di essere conosciuta, il concerto è un flusso di malefiche sferzate noise, ritmi serratissimi con basso e batteria a far da pilastri a trame chitarristiche tra le più efficaci del panorama noise e, infine, una voce che si fa strillo, poi guaito e infine lamento nelle mani del cantante Michiel De Naegel. Quest’ultimo è un performer eccezionale con la capacità di tenere incollati gli spettatori al suo sguardo spiritato, ai suoi movimenti schizzati quasi a simulare un attacco idrofobico.
C’è da evidenziare che, nonostante fossimo in tre a conoscere la band prima del concerto, tutti gli altri presenti sono stati catturati e fatti vittime dell’ondata noise degli Youff, che non hanno fatto sconti, lasciando la sensazione nei presenti di aver assistito ad uno dei migliori (piccoli) concerti della stagione 2025/2026.