Raggiungiamo telefonicamente Vittore Baroni sull’onda estiva dettata dalla pubblicazione, per Silentes, del secondo volume di Music for Hotels: Summer Fun, progetto che lega lo storico Hotel di famiglia a Forte dei Marmi ad un’altrettanta storica azione artistica a proprio nome e come membro di collettivi quali Le Forbici di Manitù e Lieutenant Murnau, oltre ad aver agito attraverso la storica etichetta Trax. Dallo scorso anno ha deciso di legare il mondo dell’albergheria a quello musicale producendo, tramite SIlentes, il primo capitolo della compilation, che già è storia. Ora parliamo quindi del secondo…
Buongiorno Vittore, grazie mille per la disponibilità! Summer Fun è il secondo capitolo di Music for Hotels. Possiamo chiamarlo un esperimento sia ludico che utile legandolo al vostro Hotel di Forte dei Marmi?
Io pensavo esistessero moltissime collane di musica per Hotels, in sostanza quelle che ascolti in ascensore per dire! In realtà esiste la possibilità di fare degli abbonamenti addirittura di musica senza copyright quindi senza necessità di pagare SIAE ma sono cose molto specifiche e professionali che a me non interessavano. Io volevo ascoltare buona musica per cui lascio ad altri il piacere delle compilation fatte dall’AI e così via. Quindi è nata quest’idea: per la prima in realtà c’era un concetto preciso, perché nel primo volume dell’anno scorso avevo mandato ai sedici gruppi e musicisti partecipanti le foto, la descrizione dell’albergo ed in alcuni casi proprio delle registrazioni audio di quello che succedeva in alcune zone dell’hotel. Poi partendo da quello stimolo ognuno ha sviluppato il suo brano. Ovviamente c’era una maggiore libertà di approccio e di stili, c’erano alcuni musicisti elettronici ed era più esplicito il riferimento. Addirittura Luca Leggero venne una mattina alle 06:00 a registrare il risveglio dell’hotel mentre i clienti scendevano. Era un lavoro site-specific come si suol dire!
Certo…
Per il secondo volume ho pensato ad una cosa più sfiziosa, l’unica regola che son dato era di cambiare ad ogni volume i partecipanti, invitando sempre persone nuove a parte la home band che saremmo noi come Forbici di Manitù che per divertimento ci siamo sempre. In questo secondo volume il gioco era quello di fare delle cover, ho lasciato la totale libertà di farle ognuno come preferiva quindi anche di stravolgere, di parodizzare quel che volevano fare, su canzoni a tema estivo. Si va da quelle conosciutissime come Azzurro di Paolo Conte ad altre che non mi sarebbero mai venute in mente di fare, come Indian Summer di un gruppo norvegese…ce n’è due addirittura! La prima che si dice fosse il primo brano registrato in studio dai Doors, un brano fra l’altro cortissimo che poi questo gruppo fiorentino, Polychron+, ha fatto con la collaborazione esterna di Alex Spalck, cantante dei Pankow. L’hanno trasformata in una cosa molto più articolata infilandoci dentro moltissimi riferimenti anche al Bolero di Maurice Ravel. L’altra Indian Summer invece è una cover di un brano di un gruppo che manco conoscevo, un gruppo metal nordico, norvegese, i TNT che però a me, ascoltata su Youtube non piaceva neanche ed invece la versione che questo gruppo che tra l’altro è delle mie parte, i Death Wishlist, un po’ il gruppo di casa dell’etichetta Area Pirata poiché ci suona Giacomo Giarnetti che è uno dei due boss diciamo, ne hanno fatta una versione che mi ha favorevolmente impressionato! Il vocalist a tratti sembra quasi un Robert Plant, un misto fra punk, Led Zeppelin…diciamo che quella mi piace molto! Io ho iniziato a fare esperienza di compilation molti anni fa con la mia prima etichetta Trax, poi un’audiorivista chiamata Aria Condizionata dove invitavo musicisti ed artisti, poi a registrare…
Erano fine anni ’70 inizio ’80?
Inizio ’80, era già un po’ tutto legato all’Hotel perché io andavo da tutti i gruppetti del liceo dei miei amici e gli dicevo che avendo noi quest’albergo chiuso fuori stagione (allora era un sacco di tempo, da fine settembre fino a pasqua) se avessero voluto venire a fare le prove da noi sarebbero stati i benvenuti. Io lo facevo più che per generosità perché poi mi divertivo (quando i gruppi se ne tornavano a casa) con gli strumenti, la batteria, il basso e la tastiera…
Diciamo che l’Hotel ha questa strana storia dal ’75, forse anche prima, di relazione con la musica per mio tramite!
Hai tenuto un anno fra il primo ed il secondo volume della compilation, quanto ti ha preso lavorarci, soprattutto a quest’ultimo? Avevi già iniziato l’anno scorso mentre pubblicavi il primo immagino..
Sì, i tempi sono abbastanza stretti, sono stato costretto a rinunciare ad alcuni musicisti che avevo invitato e che per me erano l’ideale però, pur interessati, mi hanno detto che in un paio di mesi non ce l’avrebbero fatta. Alcuni, ti faccio l’esempio di Vamos a la playa che avevo proposto a MGZ
Fantastico!
Però insomma, Mauro Guazzotti aveva dei problemi a registrare così in fretta ed è una cosa rapida! Facendo partire l’invito a fine stagione si ê ad ottobre e si hanno solo 3-4 mesi per poi dopo cominciare ad impaginare, remixare e far tutto il necessario. Però diciamo che ho l’allenamento perché nella mia lunga militanza con etichette e fanzine non le so contare ma una venti-trentina di compilation le ho fatte e conosco i passaggi, quindi so che è fattibile! Poi è un divertimento, tutt’ora non so se ci sarà il volume 3 o no. Qualche idea c’è ma da una parte non voglio stufare che è bello anche cambiare gioco e già mi viene in mente di fare un fumetto o qualcos’altro legato all’estate però magari…più che altro per un fatto numerologico: non c’è due senza tre, tre è il numero perfetto..
Beh, ci starebbe in effetti!
Quindi mi da tanto l’idea che ci sarà anche il volume 3!
Una delle domande era per l’appunto se avessi già iniziato in questo senso, anche perché comunque le compilation estive ci sono sempre state e sempre ci saranno, se anche la vostra si facesse continua..
Sì, beh, non ne esistevano di specifiche, solo una che ho recuperato, un’oscura compilation tedesca che si chiamava proprio Music for Hotels ma che però poi, trovata via discogs, era in realtà un’antologia di robe giâ uscite a destra e sinistra, quindi non era manco stata realizzata ad hoc. Quindi mi sono sentito di colmare questa lacuna con una collana proprio di musica per hotel! Il terzo volume aspettavo ancora un po’ perché ho due o tre idee diverse e devo valutare quale sia la più fattibile anche perché sto pensando ai nomi che potrebbero essere invitati e se sono adatti ad un tema piuttosto che ad un altro diciamo. Però per me questa è la parte più divertente, anche vedere quando poi i brani arrivano. In questo caso erano 20 brani ed è ovvio che non tutti fossero allo stesso livello ma ci sono cose che ti piacciono talmente che ti dici per fortuna che ho pensato a fare questa cosa, altrimenti questi brani…poi è chiaro come sia anche un fatto di gusti!
Però all’ascolto è scorrevolissima e proprio piacevole, un godimento!
Beh, lì devo ringraziare il mio collega Manitù Rossi perché io avevo fatto una scaletta che però non funzionava. Così ho chiesto a lui ed è riuscito a trovare una sequenza che, pur essendoci sbalzi enormi sia di stile e genere che di qualità di registrazione (è una cosa autoprodotta, quindi alcuni hanno registrato a casa e si sente, altri invece hanno avuto un approccio più professionale) però secondo me che li lega molto e che mi ricorda una fanzine è il fatto che poi avendo fatto 30 abbiam deciso di far 31 invitando illustratori ed artisti ed ognuno ha creato, quindi c’è questo gioco anche visivo di vedere come ogni artista ha interpretato al buio. Questo perché hanno dovuto creare la loro pagina quando ancora il pezzo non c’era, si basavano sull’originale come stimolo e magari conoscevano di nome o di fama il musicista, avendogli detto io che il suo brano sarebbe stato fatto da Tizio. Mi incuriosiva fare questa cosa, per me è stato come fare una fanzine, poi dopo per l’uso ha una sua distribuzione attraverso i canali per i quali purtroppo i numeri delle tirature sono in discesa, andando più il liquido che il fisico. Però non mi sono sentito di farne pochissimi, ne abbiamo fatte 300. Il primo volume è già quasi esaurito e per questo più di metà tiratura è già in circolazione e quindi non mi farebbe lo stesso gusto dire ho fatto questa compilation, c’è solo in digitale. Mi piace anche questo fatto per il quale parte della tiratura la regalo ai clienti che credo possano essere interessati, poi anche lo scorso anno abbiamo fatto una sorta di concerto presentazione dove addirittura, su 16 gruppi, una decina erano presenti. Hanno suonato ed abbiamo fatto una sorta di festival in giardino, grande ma dove c’era un caldo tremendo. Infatti ci siamo detto che quest’anno, dovessimo farla, opteremmo per fine settembre, dove il tempo dovrebbe essere più tranquillo. È andata però benissimo, c’ê stato anche un bello scambio di dischi fra i musicisti, si è creata una sorta di rete che poi ci ha portato a rifare questo happening da minifestival , presentando poi la compilation prima in un negozio storico di dischi di Lucca e poi in un Circolo Arci di Firenze, il Progresso, dove è stato un vero e proprio concerto. Ognuno dei musicisti ha presentato qualche cosa di inedito nato collaborando in questo gruppo, creando così una piccola rete ed alla fine della serata Arlo Bigazzi (questi progetti mi son serviti anche per rimettermi in contatto con gente che non sentivo magari da 20-30 anni. I fratelli Bigazzi con la Materiali Sonori mi aiutarono a pubblicare i miei primi dischi appunto, 1980, 1981 quindi non ci si vedeva da tempo ed ahanno collaborato) ha avuto questa idea di creare un’orchestra istantanea, Acapulco Orchestra, dove tutti i musicisti (eravamo una trentina sul palco) abbiamo fatto questa sinfonia monotonica dell’artista francese Yves Klein, che si trattava semplicemente di mantenere a tempo indeterminato una stessa nota ed ad un certo punto accadevano alcune cose. Insomma, siamo riusciti a fare pure quello! I progetti non sono giusto un prodotto messo lì ma servono a creare una rete di contatti, mettere amici vecchi e nuovi in collaborazione. Ad esempio, per darti un’informazione nuova Daniele Ciullini, che è stato uno dei miei compagni di viaggio con Trax negli anni ’80, poi in realtà non abbiamo più fatto collaborazioni negli ultimi anni. Proprio perché dal vivo a me ed a Manitù Rossi era piaciuto molto quel che Daniele aveva fatto gli abbiamo chiesto di fare qualcosa insieme ed abbiamo giâ preparato un disco assieme che è pronto da un paio di mesi e che uscirà fra settembre ed ottobre sempre per Silentes come Forbici di Manitù con Daniele Ciullini. Sarà una sorta di concept album sulla città di Firenze. Questa cosa senza la compilation non sarebbe nata perché dipesa da un incontro ed uno scambio di idee!
Sì, che è forse la cosa fondamentale che si è sempre fatta e che è bello e vitale riproporre dal lato fisico insomma! Il creare insieme collaborando e facendo rete
Sì, anche appunto, se ci limitiamo alla purtroppo minima tiratura fisica è un gioco un po’ limitato e per allargarlo, proprio quest’anno, ho scelto di fare un video di uno dei brani, quello di Andrea Tich, musicista storico…perchè? Perché era un pezzo che sebbene ad un primo ascolto mi avesse lasciato abbastanza perplesso perchê è molto retrò, quasi tradizionalista come brano, però conoscendo la storia che ci è dietro, l’avevo invitato per un concerto a Viareggio, all’epoca avevo questa rivista Associazione Bao, lui venne, passò e fece il concerto perchê poi anadava a lavorare come animatore di un villaggio vacanze dalle parti di Livorno, Punta Ala. C’era questa sorta di comunanza del lavorare per il turismo e questo brano, che lui ha tradotto e fatto in italiano, Un’estate all’italiana, in realtà era un brano che proveniva dal Kenya dove, pare, ci fosse e c’è ancora questo genere chiamato Hotel pop, una musica pop locale creata per gli hotel ed i villaggi vacanze! Quindi ci vedevo un forte legame ed un mio amico di Viareggio che si chiama Fabrizio Gatta, che negli anni ’80 quando ancora Zucchero non era molto noto fece i suoi primi video, lavorando anche con Renato Zero, mi propose di far qualcosa insieme. Seriamente, coinvolgendo una ventina di persone fra comparse, ballerini, insomma una cosa molto articolata!
È curiosa, un po’ una parodia del tormentone estivo ma non si capisce bene se sia una presa per i fondelli o sia veramente un tormentone, poi ha un sottotesto malinconico. Alla fine una scelta controtendenza tutto quanto, alcuni mi hanno detto come ci fosse poca elettronica, poca sperimentazione, però è il gioco della cover. La cover ti porta comunque a fare una canzone, certo ce ne sono un paio come In the Summertime dei Jealousy party poi ho obbligato il mio amico Manitù assieme a Fabrizio Tavernelli come Energumeni dicendogli di fare, visto che nessuno sembrava lanciarsi, Vamos a la Playa dei Righeira.
In qualche caso quindi hai dato delle indicazioni!
Sì, a loro ed ai Jealousy Party sì, due o tre, avrei voluto anche Odio l’estate di Bruno Martino ma non l’ho voluta fare nessuno, ho avuto l’ardire di chiederla a Gianluca Becuzzi ma senza gloria!
Io l’ho sentita cantare a Luca Sigurtà, in un filmato di un matrimonio ed era spettacolare..
Beh, è un pezzo meraviglioso! In realtà poi ne abbiamo lasciate fuori tantissime, considerando come in Italia e nel mondo ci siano una marea di pezzi adatti! Dopo le canzoni natalizie ci sono quelle estive insomma! C’era l’imbarazzo della scelta, ne è venuta fuori questa cosa un po’ obliqua ma va bene così, con un misto di cose più celebri ed altre che mai ti aspetteresti e va bene così, come ogni compilation.
Esatto, come una compilation deve essere! Ma invece, dal tuo punto di vista quali sono le tue canzoni estive?
beh, quelle citate e che ho chiesto di fare, diciamo che la scelta dei brani soddisfa in pieno il mio gusto estivo…
Riflettevo…la compilation di canzoni estive è destinata ad avere una scadenza, una fruizione limitata oppure potrebbe resistere per tutto l’anno, facendosi trasversale?
Guarda, mi ê capitato proprio qualche giorno fa per puro caso di ascoltare delle canzoni natalizie. Ovvio che ad ascoltarle d’estate sembra una cosa assurda ma ti danno anche un senso di frescura in quel momento. Siccome la compilation natalizia ha il suo periodo dove vengon tirate fuori sempre quelle canzoni suppongo che anche quella estiva abbia anche la stessa fisionomia. poi per quanto riguarda le mie è anche un po’ una scusa, un modo per coinvolgere un certo tipo di gruppi ad esprimersi su un argomento che potrebbe però essere anche un altro. Non lo vedo così stagionale, un pochino è anche un gioco. In effetti lo vedo anche come cartina tornasole: mettendolo nell’impianto dell’Hotel vedo che un pochino funziona, poi si può anche ascoltare tutt’altro, non è obbligatorio!
Vero che avendo l’Hotel acquista una sua realtà, dal produttore al consumatore!
Un gioco nato per vedere se poi potesse venir recepito e sopportato. La maggior parte non se ne accorge neanche, non dà noia. Ho provato vari generi ma spesso troppo folk o troppa classica danno quasi fastidio, cioè, se dev’essere una musica di sottofondo non dico debba essere ambient ma se è una cosa easy-listening, pop passa più tranquillamente.
Tutto meno che scontato. Lavorando in un Centro Diurno per anziani sceglier la musica non è evidente, ultimamente una collega mi propina le versioni easy-listening, jazz dei brani pop e dopo mezz’ora mi sale il nervosismo!
Sì, l’ho notato anch’io, avevo scaricato smooth jazz e cose del genere, ma o son fatte veramente bene o ti danno proprio il nervoso! Continuano sugli stessi giri diventando noiosi.
Trovando il funzionamento acquista un valore avendo l’opera due linee di lettura: per il cliente musica di sottofondo fatte bene e per chi c’è dietro e conosce il progetto si nota il suo andare a segno!
È anche un gadget molto carino, di solito in hotel si fanno la maglietta, il cappellino, il ventaglio (che abbiamo fatto quest’anno giocando anche sul fatto che fun sia simile a fan, ventaglio. C’è scritto Summer Fun e lo regaliamo insieme al disco al cliente.
Fantastico! Io ho sempre bazzicato poco Forte dei Marmi ma l’ultima volta che ho avuto l’ardire di ordinare uno sciroppo in un bar di Forte dei marmi non ho mai visto un servizio così allucinante, una coccola vera e propria (certo pagandolo una cifra!)
Eh, quella è una cosa particolare, io ormai ci son nato, non l’ho scelta e mi ci son ritrovato in mezzo…
Un microcosmo molto intrigante! L’ultima domanda, stando all’Hotel Acapulco ed ascoltando la compilation che ci bevo insieme?
Beh, mi pare che l’anno scorso avessimo fatto, essendoci un superalcolico (credo una Tequila o qualcosa del genere) chiamato Acapulco, abbiamo fatto qualcosa basandoci su quello. Un gioco avendo in mano la bottiglia…quest’anno non avendo fatto ancora la festa non ci ho ancora pensato, ma magari facciamo qualcosa di meno forte!
Vero che la tequila può diventare pericolosa…
Avevo tra gli amici che erano qui l’anno scorso Luciano Federighi, critico di musica jazz e grande intenditore di liquori e ci disse che la cosa era piacevole, quindi anche su quel lato siamo stati bravi!
Beh, doveste trovarlo anche quest’anno fate mi sapere, ci proverei in Svizzera, non è la stessa cosa ma chissà!
Poi faremo come i Cranioclast, questo gruppo che fece un’album dove per ogni brano c’era una ricetta di cocktail diverso, molto sperimentale e pesante…
Devo assolutamente ricercarli!! grazie mille per tutto Vittore, gentilissimo…
Grazie mille a te…

