Viscera/// – 4 Assets For Psychedelic Warfare (Time To Kill, 2026)

Dopo una citazione ancora oscura (scoperta poi in sede di intervista) i Viscera/// tornano prendendoci alla giugulare: Michele Basso latra mentre Marcello Bellina, Gian Lorenzo Cantù e Federico De Bernardi di Valserra ornano un terreno pesante e scosceso sul quale muoversi. Se queste sono le risorse per la guerra psichedelica non vorrei essere nei panni del nemico, che potrebbe venir spazzato via direttamente da Wipe Out. Potrebbero essere agenti del caos i Viscera///, del resto il Kali Yuga da loro dipinto prende le mosse dall’hardcore dandogli una sorta di struttura ben piantata, unendo metal, disperazione urlata ed una sorta di drammatica voce super partes. Ma i Viscera/// negli anni ci hanno insegnato che la sorpresa è dietro l’angolo ed a questo giro è una sorta di desert rock storta con un cantato in clean: si chiama Radiant ed esplode come se il Rancho della Luna non fosse così distante da Cremona, cozzando con lo stacco di Buddhafield che sembra la parte più sinistra dell’impero, a blandirci come un Mago Do Nascimiento in full power. Non sappiamo se si riferisca al culto statunitense oppure alla comune anglosassone ma di certo è un brano come questi che i Viscera/// svelano le anime più provocatorie e più capaci di sviare aspettative e luoghi comuni. Abilità che anche nella successiva The Messiah Complex svela la natura bipolare del progetto. Le anime sembrano svelarsi l’un l’altra lottando e sfidandosi apertamente e portando una buona dosa d’epica all’interno del confronto. Qui si risente il substrato metallaro e fotografico della band cremonese, in grado di dare immagine di sé come meglio non potrebbe, ormai lanciata verso un ipotetico tramonto. È un disco con un’anima tradizionale ma che sa spingere, portando il growl di Michele Basso su sentieri magici poco raccomandabili. Pur essendo un disco eterogeneo Assets for Psychedelic Warfare dimostra la completezza dell’arsenale dei Viscera///, in grado di colpire, variare e sorprendere utilizzando un suono che ha alimento la maia età portandola sempre molto vicina al punto di rottura o di estasi, da sempre obbiettivo di certa musica. Così la corsa folle di Autoberserk acquista senso e drammaticità, prima del silenzio carico di tensione che viene riempito da parti del nostro universo prima di chiudere come di dovere. La postilla edit di Radiant fa pensare al fatto che se fossimo negli anni della loro nascita Headbangers Ball di MTV sarebbe stata ai loro piedi. Forse sarebbero stati più ricchi e famosi? Di certo, ma dei Viscera/// amiamo i lati oscuri più di quelli illuminati dal successo, quindi ci prendiamo il pacco completo convinti della loro bontà.