Twelve Thousand Days – Insect Silence (Final Muzik, 2018)

Dei Twelve Thousand Days, Martyn Bates (Eyeless In Gaza) e Alan Trench (fondatore della World Serpent e attivo come Orchis e Temple Music), si erano perse le tracce da più di un decennio: dopo tre album fra il 2000 e il 2006 il lungo silenzio faceva presumere la fine del sodalizio, con ciascuno dei due impegnato nei rispettivi progetti. Invece, pochi mesi fa, fulmineo, l’annuncio di un nuovo lavoro in uscita per Final Muzik e i vecchi dischi che tornano a girare nel lettore per ingannare l’attesa. Per Bates, La cui vocalità inconfondibile marca a fuoco ogni brano, Twelve Thousand Days ha fin dall’inizio significato dar voce al lato più esoterico della propria poetica attraverso una musica che mantiene forti legami con la tradizione inglese, vicina per sensibilità ai capitoli della discografia di Tony Wakeford/Sol Invictus meno legati al neo-folk. Eppure nelle tracce di Insect Silence si nota subito qualcosa di insolito, una diversa vibrazione che fa apparire la possibilità di trovare nel disco qualche nuova perla (questo avevo sempre chiesto e ottenuto dagli ultimi lavori del musicista inglese)  assolutamente secondaria. I primi brani del disco, folk di base, sono attraversati da un’elettricità inquieta che a volte resta sotto traccia – come nella poesia notturna di Invoke Hecate – altre erompe negli assoli fortemente espressivi di Death Went Fishing e  Mad As The Mist (bellissima!) che chiama a raccolta gli spiriti magni di Omero, Orazio, Platone e Cicerone musicando una lirica dell’amato Yates (ben tre i suoi componimenti in scaletta):   le porte fra i mondi sono aperte e non ci resta che attraversarle. La danza antica di Old Ladies As Birds e il folk poetico e sentito di Errant Desires ci dicono qualcosa della nostra condizione (“We are errant desire of Angels / a breath of time, a moment’s pause”) prima di giungere al brano centrale dell’album: Pathless è un colosso di oltre un quarto d’ora che non ha bisogno della durata per impressionarci. Prima è la voce di Bates, aiutato a tratti da una femminile e supportata da chitarra acustica e ed elettronica pulsante, a condurci lungo un sentiero tortuoso e poco illuminato, poi, dopo un intermezzo in cui flauto e synth prendono il sopravvento disegnando volute sottilmente inquietanti, è la voce di lei (una non meglio precisata Lisa) a recitare versi che si sovrappongono in modo spettrale per poi tornare fugacemente alle melodie che caratterizzavano la prima parte del brano. È un po’ un ‘opera nell’opera ma la vena di Bates e Trench non si esaurisce qui: prima di arrivare alla fine sono da segnalare almeno l’inquieta A Coat, che musica un testo di Yeats col senso drammatico dei Current 93, l’oscuro simbolismo amoroso di Descent, che riecheggia lontanamente le collaborazioni di Bates con Mick Harris e Max Eastly e si chiude con un coro di voci spettrali e, ancora con parole di Yates, la beffarda Arrow; infine in Red And Golden Fire, il dissonante pezzo di chiusura, sembra che tutti gli strumenti impiegati nell’album vengano a darci commiato. Impossibile, con una recensione di qualche riga, rendere la ricchezza e la complessità di Insect Silence: è un disco che utilizza quanto fatto finora dai due come base di partenza ed evolve il suono, coeretemente ai testi, verso molteplici direzioni, con uno spirito di sperimentazione che, in più di un momento, mi ha ricordato quello dei primi Eyeless In Gaza. Verrebbe da chiedersi se ci sia ancora tempo, per dei musicisti non di primo pelo, di aprire una nuova fase creativa, ma importa veramente? Quello che conta è godersi, qui e ora, l’opera più interessante di tutta la discografia di Twelve Thousand Days.

Tagged under: , , , , , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blast from the past!

Volcano! - Beautiful Seizure (Leaf / Wide, 2006)

 Giuro che non riesco ancora a capire come possano piacermi così tanto i Volcano! trio proveniente da Chicago (Aaron Smith…

03 Aug 2006 Reviews

Read more

Gabriele Gasparotti - Istantanee Vol.1 (Diodrone, 2019)

Il presupposto fondamentale con cui avvicinarsi a queste istantanee non è immediato benchè sia incastonato nella copertina medesima, autentica dichiarazione…

21 Apr 2020 Reviews

Read more

Diminished Men - Capnomancy (Abduction, 2012)

Questi Diminished Men sono una delle creature meno note del giro Sun City Girls, Master Musicians Of Bukkake e compagnia,…

17 Jan 2013 Reviews

Read more

Robert Lippok – 27/10/2014 Santa Maria in Chiavica (VR)

Scatta l’ora legale e, col favore delle tenebre, riparte la seconda stagione dell’associazione Morse; in realtà, contando l’ottimo Path Festival…

31 Oct 2014 Live

Read more

Stilema - Utopia (Hellbones, 2020)

La Hellbones è una label eclettica come poche al mondo, che spazia da Le Cose Bianche ai Barons 80 fino…

01 Mar 2021 Reviews

Read more

Adriano Zanni – Disappearing (Boring Machines, 2017)

Arriva l’annunciato e atteso album di Adriano Zanni e – sorpresa! – non è come ce lo aspettavamo. Della recente…

05 Jan 2018 Reviews

Read more

Artifact Shore - S/T (Interferenceshift, 2007)

Con questo fanno tre dischi che recensisco degli Artifact Shore, gruppo che qui non è molto conosciuto e che forse…

06 May 2008 Reviews

Read more

Montezuma – Di Nuovo Lontano (Dischi Dell'Apocalisse/Dicks And Decks/OnlyFuckingNoise/Mukkake, 2011)

Sarà sempre la solita questione anagrafica, ma immagino per un momento di tornare indietro un paio di lustri orsono  inneggiando…

17 Jan 2012 Reviews

Read more

Space Aliens From Outer Space – Nebulosity (Escape From Today/Cheap…

Fin dalle prime battute del quarto lavoro gli Space Aliens From Outer Space ritroviamo tutto quanto del progetto torinese apprezzavamo:…

25 Apr 2019 Reviews

Read more

Harold Nono/Hidekazu Wakabayashi – S/T (Bearsuit, 2010)

Tempo fa avevamo recensito un lavoro di Harold Nono oltre ad altro materiale della piccola etichetta inglese Bearsuit,…

11 Jun 2010 Reviews

Read more

Heike Has The Giggles - Sh! (Goodfellas, 2010)

Ecco gli Heike Has The Giggles, la rivelazione power punk italiana dell'anno! Voce femminile languida ma graffiante, chitarra da motocross…

09 Jun 2010 Reviews

Read more

Sad Cambodia – First Metheoretical Bullettin (Sincope/Under My Bed, 2017)

La strana coppia: Massimo Onza, musicista nei panni di Wound e boss della Sincope insieme a Stefano Santabarbara, boss della…

04 Aug 2017 Reviews

Read more

Quasi per caso... in Islanda

Lassù è un po' come trovarsi ai confini del mondo: te ne accorgi dal paesaggio, lo senti dal vento artico,…

27 Sep 2006 Articles

Read more

A Flower Kollapsed - Orsago (Shove/Gaffer/Holidays, 2007)

Il "conte" Piacenza a qualche tempo mese da ora, nel mezzo di "cammin di nostra vita" verso il Leonkawallo mi…

30 Jan 2007 Reviews

Read more

Il Cielo Di Bagdad - Manca Solo La Neve (Autoprodotto,…

Mi sa che c’ho una buona stella lassù che fa sì mi arrivino per posta dei demo che non mi…

20 Nov 2006 Reviews

Read more

Rock And The City - Sex, Drugs & (Fake) Rock…

Perché Chris Robinson è di nuovo single? Che c'entra col punk di New York? Che ruolo ha mai Kate Moss…

02 Sep 2006 Articles

Read more
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Back to top