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Tsigoti – Read Between The Lines… Think Outside (Post-Consumer, 2013)

L’urgenza creativa, in un gruppo come gli Tsigoti, non traspare solo dallo stile musicale, ma anche dalla frequenza delle uscite: questo Read Between The Lines… Think Outside è il secondo album in meno di un anno (il quarto in totale) per l’ensemble per tre quarti italiana (Andrea Caprara, Jacopo Andreini, Piero Spitilli) che schiera il fuoriclasse americano Thollem McDonas, mente e motore del gruppo.
Musicalmente le coordinate sono quelle che già conosciamo: il progetto ormai è delineato, i musicisti perfettamente affiatati e pur senza regalarci sorprese sanno mettere insieme 18 (!) schegge, vari e divertenti al punto giusto, che miscelano mirabilmente rock, jazz e punk e non mancherà di scontentare i puristi di tutti e tre i generi. Dei tre elementi sicuramente è il terzo ad avere più peso, sia perché spesso e volentieri i musicisti dimostrano di prediligere i tempi serrati, sia perché non trovo altro modo per definire lo spirito che permea tutta l’operazione. Sebbene il divario tecnico sia incolmabile e decisamente a vantaggio dei nostri, vengono in mente certi gruppi capaci di mescolare punk e suoni della tradizione (i primi Chumbawamba o i Nations Of Ulysses), ma il paragone più prossimo, anche se banale e già fatto mille volte, è quello coi Dead Kennedys, di cui gli Tsigoti sembrano proporre una riuscita rivisitazione in chiave  jazz. La voce di McDonas è particolare, magari sgraziata, ma efficace: è strano pensare che questo gruppo abbia il vocalist nascosto dietro a una tastiera anziché in prima fila a saltare e far smorfie. In una raccolta di canzoni veloci e brevissime (il brano più prolisso è Drunk Under War Planes Spitting B, coi suoi 3’26”) spiccano la tiratissima Goose Step Noose Tie e la cavalcata di The Reason We Do The Things We Do, ma nel complesso tutti i brani sono validi e non mancheranno di soddisfare e divertire ascoltatori della più disparata provenienza, purché non dotati di paraocchi (o orecchie?).

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