Trystwch & Fenywod – s/t (Night School, 2024)

Scelgono il gallese pur venendo dai sobborghi di Leeds le tre musiciste (Leila Lygad, Ferch Lisbeth e Sidni Sarffwraig) che si presentano a noi con questa gemma. Basso, batteria elettronica e doppio zither suonano arcaiche e misteriose, assolutamente magiche. Dopo un’ep autoprodotto nel 2022 la tristezza delle donne (questa la traduzione della nomea Trystwch Y Fenywod in questo caso sono tornate con una produzione che non lascia scampo, vero e proprio oggetto dell’altro mondo ad apparire sui nostri impianti stereo. C’è una minimale litania anni ’80 che sembra a tratti sottostare nei loro brani, un languore oscuro che viene però declinato in un rurale folclorico, ispessito da uno degli idiomi più misteriosi e suadenti del mondo, quel gallese con i suoi incredibili incroci fra vocali e consonanti.
Musica minimale, compassata, non tetra ma portatrice di mondi e rituali sconosciuti, lontani dal nostro mondo e dal nostro sentiero, che riesce a trasportarci in situazioni nelle quali siamo costretti a lasciarci andare ascoltando il frutto della loro opera con il cuore e con il corpo piuttosto che con orecchie e testa. DI nuovo impeti post-punk catacombali in Llwydwyrdd dove la voce brilla e si fa flash di un passato recondito fra Virgin Prunes e Dead Can Dance mentre la successiva Byd Mewm Cysgod sembra un corpo abbandonato nottetempo alla bassa marea, abbassamento di temperatura ed intensità, di fronte ad un pallore che appare quasi troppo candido. Ben vengano allora le urla disperate di Gelain Gors, lingue di fuoco e lacrime su percussioni lente e marziali, cigolii a rinforzare una passione quasi ultraterrena. Il disco volge al termine, c’è tempo per una Awen che sembra raccontare il calore del desco sotto assedio, mentre fuori scoppia l’inferno. Nelle Trystwch & Fenywod forse è la loro stessa esistenza ad essere messa sotto attacco, dall’odiernità, dalla modernità, dalla mediocre melodia. Ma dalla loro hanno incantesimi e personalità, la capacità di far uscire i fantasmi dalle pareti e, non siamo certi, anche quella di risvegliare i dipartiti nell’oltretomba. Ed allora vinceranno, grazie ad uno zither, delle percussioni ed un basso, mentre potremmo dire: Ve l’avevamo detto!