Truvatura di Toni Zeno, rapper messinese accompagnato da Aleaka e Fid Mella alle produzioni sembra essere disco in grado di spostare gli equilibri in quest’anno di hip-hop italiano. Un disco coeso, misterioso e personale che segna probabilmente un punto nel percorso del rapper (autore quest’anno dell’EP Weltanschauung Sambusoda e di altri due dischi fra 2022 e 2023). La voce di Toni, le sue parole sembrano scavare in un terreno misterioso e salmastro, spesso oscuro ed acido, accompagnato dalla forza degli elementi. I brani sono racconti colmi di immagini che colpiscono trascendendo il tempo, si veda la splendida Montescuderi (il monte che, stando alla leggenda, nasconde proprio la Truvatura, un tesoro di tre cumuli di monete e ventun pulcini d’oro con la loro chioccia) in compagnia di Cali. L’amarezza che si percepisce è quella della vita vera, che non cerca lo slancio e la smargiassata ma che lavora con realtà e sogni tangibili, con la fede e la speranza legate ad una connessione forte al territorio. Brani come Riempire uno stivale e Sette porte di ferro sanno giocare con il proprio mondo, utilizzando il rap come applicazione stilistica risultando uniche perchè vera (e per noi gente nel nord) misteriosa e magica, restituendoci una leggenda vaporosa. Strada e CD in strada in Pizzo, grandeur universali in Trovare l’uscita. Prima di chiudere c’è spazio anche per una posse track come Moltisanti, nella quale Zeboh, Brattini, GENTLE T ed il già citato Cali si uniscono a Toni Zeno dimostrando quanto una famiglia artistica possa essere supportiva, garantendo un finale in crescendo, facendoci pronti ad immergerci in un mondo che finora è stato troppo discosto.
Toni Zeno – Truvatura (Multisanti, 2026)
