A volte i dischi non escono quando dovrebbero uscire ma una vita dopo. È una merda ma capita, poco male quando la materia sonora è fuori dal tempo ed ha dato il suo meglio anni or sono. Era già capitato con il debutto ed ora con Sick sono tornati i The Provincials di Rosario Memoli, rocker dalla strada sterrata e dalla polvere sugli abiti lisi d’ordinanza. Suonano rock’n’roll come se non potessero fare altro, come se i cappelli da cowboy e la brillantina fossero meglio delle ultime barre trap o di altra roba contemporanea. L’ascoltare materiale del 2011 non incide però sulla qualità del disco, pregno di urgenza e qualità mentre le “wasted minds” si perdono senza remora e forse si sono bruciate fino a non arrivare al 2026. Di certo Salerno sembra essere una nuova annessione agli USA, in grado di azzannarne le correnti più classiche e coerenti, dalla California di Ordinary Ways che bilancia la furia della title track ad un mondo più prosaicamente pop-rock, corrente al contrario tutt’altro che trascurabile. Non mancano grinta, idee né stile a questi brani, si sente il sole, la profondità e gli sterminati paesaggi che li hanno ispirati. C’è un mondo in questo disco, come fosse un pacchetto delle figurine perso anni prima, in cui trovare Paul Codrea e Gaetano D’Agostino del Siena ma anche la tripletta di Kevin-Prince Boateng per la rimonta contro il Lecce. Brani che non lasciano tregua, dalle gocce di sole di Don’t Mind (che inizia come Beck e finisce come zio Neil Young) e maremoti ondosi come una Stars che gratta qualcosa a Seattle dimostrano l’esistenza passata di una vera pepita. Ora, non sappiamo quali siano le intenzioni presenti dei The Provincials, forse Rosario, Luciano Evangelista e Mario Villani saranno legittimamente sposati con prole e sovrappeso in tuta, oppure dirigenti d’azienda o capi del governo, ma questa cosa non la cancelli.
Manco per il cazzo, il giro di Wake Up ti smuoverà le dita a vita, con quel vento sinistro e quel ghigno a distruggere le foto di famiglia. Il rock’n’roll è una tenia che non si estirpa facilmente e di certo resiste nelle loro viscere, si tratterà di vedere cosa sceglieranno di fare.
Fosse per me tornerei volentieri indietro a queste condizioni, Sick è molto più fico di Angles degli Strokes, me lo sarei immaginato sul catalogo In The Red, fra Whenewer I Want di Mark Sultan e Party Store dei Dirtbombs, magari con la dicitura “Hot & Spicy sausages from Campania”, mentre Next In Line risuona alta e distorta nell’impianto in fondo al bar.
The Provincials – Sick (I Make, 2025)
