The Man from Atlantis
Non può che essere musica sommersa quella rintoccata da Michael Sill quando veste i panni del suo alter ego, the Man from Atlantis. Togliendo gli album commemorativi questo Spirits Align è soltanto il terzo disco dalla prima apparizione del progetto (uno split nel 1998 con Oshun Flow e l’esordio soltanto nel 2020 con Volume 1) e si compone, come previsto, anche osservando la splendida copertina a cura di Atharwa Deshingkar, di raga di ispirazione indiana. Disco nato nel periodo della pandemia grazie agli insegnamenti di Manish Pingle, che hanno aggiunto alla prosa psichedelica di Man From Atlantis una nuova sfumatura sonora.
I quattro brani sono fortemente onirici e speziati senza però essere ridondati od eccessivi. Difficile dire se questa attitudine rimarrà un unicum nella storia di Michael o se invece siamo alla soglia di una nuova fase produttiva del suo progetto, certo è che la sensazione di trasporto è quella dei colori hindu come se apparissero dietro veli di nebbia. Il suono è vaporoso e psichedelico, morbido nel suo acustico perdersi e dilungarsi, tanto che si percepisce un’elasticità di materia che va a stirarsi, a tendersi e rilassarsi. Un disco nel quale perdersi senza cercare analisi o strutture, da assumere dedicandosi completamente al suono, meglio se sdraiati, lasciando viaggiare mente ed occhi. Il risultato è serenità, scioltezza, un completo risciacquo dei chakra e dell’anima, provateci.

