Duo di multi strumentisti creato dal libanese Paed Conca e dall’elvetica Nadia Daou i The Mad Laboratory of Anti-Matter si muovono sinuose fra saliscendi jazz, Medio Oriente e libertà sperimentali, facendo (parole loro o di ed) musica allegra per persone arrabbiate. Oltre che allegra questa musica è sinuosa e calda, sembra avere molte anime dentro di sé e gioca fra generi ed impulsi. Il tributo ad Allen Ginsberg Punching at Power mescola una sorta di ipnosi jazz speziata con parole ferine e pungenti, navigando non lontano dalle cose più ibride di Moor Mother o degli Afghanistan Mon Amour. Ma qui si naviga spesso e volentieri in mari inesplorati e bui, lanciando vibrazioni che scavano con tutta calma nel nostro profondo. La voce, magnetica. sembra attirare a sé le scorie di suono in una bestiale Society Of The Spectacle che in un minuto e poco più scava segni profondi. Il duo non sembra intenzionato a giocare secondo le regole e si ritrova quasi a mettere in evidenza segmenti, frammenti sconclusionati che diventano mattoni sui quali orchestrare le loro scorribande. Cigolii e singulti insieme ai fiati creano una piccola orchestra che si divide registri e potenze, scivolando in un secondo dalle luci alle tenebre con una coolness inaudita fino all’arrivo di misteriose e lugubri sirene. I fiati martoriati sembrano essere una sorta di violenza o di traumatica liberazione ad un soffio vitale, che si ritrova ad uno stato brado al quale si era disabituato. Bassi e spasmi, sopra ai quali questo pazzo laboratorio imperversa con i suoi esperimenti. Study of a Dead End è un disco fulminante, che riesce ancora a regalarci un remix di Society of the Spectacle, consapevole che il pubblico in ritardo ed in demand troveranno pane duro per i loro denti e non sterili repliche già masticate.
The Mad Laboratory Of Anti-Matter – Study Of A Dead End (Moli Del Tro, 2025)
